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13 dicembre 2007

UniFi: da gennaio 130 precari a casa

Fuori centotrenta precari dall’Università di Firenze. Lasceranno le segreterie di facoltà, le presidenze, le biblioteche, i servizi agliFuori centotrenta precari dall’Università di Firenze. Lasceranno le segreterie di facoltà, le presidenze, le biblioteche, i servizi agli studenti e i poli decentrati. Sono scaduti i contratti per il personale non docente e «almeno 130» non verranno rinnovati dal primo gennaio 2008: lo ha denunciato la Cgil (confederazione generale italiana del lavoro) spiegando che è uno degli effetti della direttiva del ministro per la Funzione pubblica, Luigi Nicolais, sulla stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione. «C’è anche chi perde il posto per un solo giorno di lavoro che manca a tagliare il traguardo minimo dei tre anni previsti dalla circolare» protesta Moreno Verdi della Cgil dell’università fiorentina. L’11 dicembre, dopo un incontro tra amministrazione e sindacati è emersa la decisione dell’ateneo di «salvare» novantasette contratti: quelli in possesso del requisito triennale «maturato nell’università o in altre amministrazioni». Questi lavoratori potranno avere delle proroghe co.co.co e poi fra il 2009 e il 2012 aspirare ad entrare in ateneo a tempo indeterminato. «È la sola nota positiva dell’incontro» dice Moreno Verdi. Diverse sono le discussioni tenute alla sede del rettorato di piazza San Marco,presidio dei precari, dove è in programma anche la seduta del consiglio di amministrazione. «Perdere il posto di lavoro perché mancano poche ore o giorni al traguardo del terzo anno di precariato è ingiusto – dicono alla Cgil – ma il salvataggio che avevamo chiesto è stato respinto per la situazione catastrofica del bilancio dell’ateneo: di fatto siamo come commissariati».
«La decisione è stata presa dall’amministrazione universitaria in seguito alla circolare del ministro Nicolais che impone la stabilizzazione dei lavoratori precari – ha continuato il segretario Snur Cgil Moreno Verdi – È stato stabilito un piano secondo il quale dal 2009 al 2013 verranno assunte novantasette persone, attualmente collaboratori, di cui novantatre tecnici-ammministrativi e quattro collaboratori linguistici, che nel corso dell’ultimo quinquennio hanno maturato i requisiti previsti nella circolare. Per gli altri invece il destino è quello di non vedersi rinnovato il contratto a gennaio». La normativa perversa che sta alla base della scelta su chi sta dentro e chi sta fuori dal piano della stabilizzazione non ha avuto pietà di chi era a un passo dall’ottenimento dei requisiti fissati, ovverosia il fatto di aver lavorato per un numero di giorni pari a tre anni solari nell’arco del quinquennio. Peccato che tra coloro che resteranno a casa ci sia il caso di un collaboratore a cui bastava un solo giorno in più per rientrare nella schiera dei “salvati”. «E questo non per una sua inadempienza – ha detto Verdi – ma perché, dal momento che il contratto gli sarebbe scaduto il 2 novembre 2006, l’Università lo convinse a chiudere il rapporto di lavoro il 31 ottobre per non aprire un altro capitolo mensile. E all’epoca non esisteva nessuna circolare». Le conseguenze della decisione, presa ufficialmente per contenere i costi, si rifletteranno non solo sui collaboratori ma anche sugli studenti. «Questi lavoratori sono essenziali per il funzionamento delle sedi più recenti e a più alto tasso di innovazione dell’ateneo, che da gennaio resteranno così senza buona parte del personale», ha concluso il sindacalista. Le ultime speranze sono legate ad un incontro straordinario con il Rettore Augusto Marinelli, ordinario di Estimo forestale e ambientale presso la Facoltà di Agraria dell’università fiorentina.

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