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7 gennaio 2008

Gli studenti dicono “no” al decreto sui 25 punti

Non si placa la protesta degli studenti delle scuole superiori contro il decreto che sancisce un nuovo sistema di accesso alle facoltà univer
Non si placa la protesta degli studenti delle scuole superiori contro il decreto che sancisce un nuovo sistema di accesso alle facoltà universitarie.
Il decreto, approvato dal ministro Mussi, prevede l’istituzione di un bonus di 25 punti che andrà a sommarsi a quelli derivati dal test d’accesso agli atenei a numero chiuso. Tali punti verranno attributi sulla base dei meriti scolastici ottenuti durante gli anni di frequentazione della scuola superiore. In pratica si terrà conto della valutazione finale, della media voti degli ultimi tre anni e dell’eventuale lode ricevuta.
Tale provvedimento è stato rifiutato immediatamente dagli studenti che rivendicano la mancanza di concertazione dei vertici istituzionali. Ciò che gli studenti contestano al Ministro è la sua evidente indifferenza nei confronti del parere degli studenti; il decreto infatti – a detta dei liceali – ignora la loro richiesta di riforma del sistema universitario, ed è stato approvato senza consultare il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.
Gli studenti si dicono preoccupati della riforma che prevede i 25 punti di bonus, in quanto il livello di preparazione e di valutazione varia da scuola a scuola e perciò non esiste un metro di valutazione oggettivo applicabile a tutti i liceali d’Italia. Senza contare poi le differenze tra un istituto ed un altro che renderebbe impossibile parificare il livello di istruzione raggiunto. Gli studenti infine, contrastando il decreto, ribadiscono il diritto degli allievi “non brillanti” di potersi rifare in un percorso didattico universitario più adatto alle loro capacità.

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