• Google+
  • Commenta
4 gennaio 2008

Il Governo sblocca i concorsi per la docenza universitaria

Sono state sbloccate per il 2008 le selezioni per accedere ai ruoli dei professori associati e ordinari ferme da due anni, grazie all’approvazione delSono state sbloccate per il 2008 le selezioni per accedere ai ruoli dei professori associati e ordinari ferme da due anni, grazie all’approvazione del decreto milleproroghe firmato il 28 dicembre scorso dal Governo. Ma la decisione non ha soddisfatto tutti. L’ Associazione nazionale dei docenti universitari (Andu), infatti, esprime tutte le sue riserve in un comunicato stampa dei giorni scorsi: «il Governo ha sbloccato per il 2008 i concorsi a ordinario e ad associato, ripristinando le vecchie regole della legge Berlinguer. E questo – continua l’Andu – , come dichiarato dal ministro Fabio Mussi, in attesa della nuova legge sui concorsi in discussione alla Camera, che lascia intatta la divisione della docenza universitaria in tre ruoli (non distinguendo tra reclutamento e progressione di carriera), introduce la libera docenza a termine (gestita dai gruppi dominanti nazionalmente) e salvaguarda la cooptazione locale. Per un ministro che si vanta di fare la rivoluzione è proprio un bel risultato» conclude con ironia la nota.
Il ministro Mussi ha però precisato che riguardo ai concorsi ci sarà una variazione rispetto alla cosiddetta legge Berlinguer: «a un posto bandito corrisponderà un solo vincitore, non esisterà più il sistema delle idoneità». I concorsi per i primi 1.050 posti sono già partiti con le vecchie regole, ma continua Mussi «per i prossimi 3 mila scatteranno quelle nuove già varate… entro il 2009 ci saranno 4.000/4.200 nuovi ricercatori».
Si aprono così sei mesi di fuoco per gli atenei italiani dove si potrà continuare a scegliere i propri docenti (solo quelli ordinari e associati, non quindi i ricercatori) attraverso le vecchie regole, che prevedono concorsi organizzati su scala locale e banditi autonomamente da ogni singola università.
«Con lo sblocco dei concorsi universitari – afferma Walter Tocci, deputato dei Ds e componente della Commissione cultura della Camera – il governo torna sui suoi passi e mette fine ad una evidente contraddizione. Prima di questa marcia indietro, infatti, gli unici concorsi che le università avevano il potere di bandire erano quelli che riguardavano i ricercatori, ruolo che proprio la riforma Moratti aveva deciso di mettere in esaurimento. A più riprese avevamo fatto presente questo paradosso ma solo adesso il centrodestra, così come aveva fatto lo scorso anno, apre gli occhi e vi pone rimedio. Resta il fatto però – continua Tocci – che con una politica del genere diventa quasi impossibile chiedere agli atenei una qualsiasi programmazione in materia di reclutamento della docenza».
Altra novità che sarà introdotta nel 2008 è l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Il nuovo istituto, che vedrà la luce la prossima primavera, avrà il compito di promuovere la qualità del sistema universitario anche attraverso attività di valutazione, di raccolta e analisi di dati, di consulenza, di formazione e di promozione culturale. Ma non c’è dubbio che la sua nascita e la relativa composizione porterà a nuovi dibattiti e critiche.

Google+
© Riproduzione Riservata