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22 gennaio 2008

La proprietà della Città Universitaria passa alla Sapienza: firmato l’accordo

Il 21 gennaio 2008 il Rettore della Sapienza Renato Guarini e il Direttore dell’Agenzia del Demanio Elisabetta Spitz hanno sottoscritto un atto di cesIl 21 gennaio 2008 il Rettore della Sapienza Renato Guarini e il Direttore dell’Agenzia del Demanio Elisabetta Spitz hanno sottoscritto un atto di cessione per il trasferimento della proprietà della Città universitaria alla Sapienza. L’atto conclude un lungo iter che ha visto impegnata l’Università e l’Agenzia, per il trasferimento in proprietà degli immobili fino a ora semplicemente in uso all’ateneo romano. Con questa firma passa nella piena disponibilità dell’Università l´80% della superficie della Città piacentiniana. Il valore patrimoniale dell’intero complesso, calcolato sui costi di ricostruzione, ammonta a circa 700 milioni di euro. Stando ai tempi comunicati, entro il prossimo febbraio dovrebbe completarsi la cessione dell’intera area che comprende, oltre agli edifici che ospitano attività didattiche e di ricerca, locali riservati agli uffici postali e alla agenzia della Banca di Roma e locali destinati a servizi per studenti e personale dell’Università.
L’accordo stipulato in questi giorni è un punto di arrivo per l’amministrazione della prima università romana e giunge a coronamento di una intensa attività di ricostruzione normativa e di accatastamento iniziata dal 2004 e di successive azioni per ottenere l’attribuzione degli edifici, dando poi inizio a una stretta collaborazione con il Demanio.
Il via libera alla stipula dell’atto di cessione è avvenuto grazie a una legge speciale del 1932 che prevedeva il trasferimento alla Sapienza dell’area piacentiniana e delle relative pertinenze a conclusione dei lavori di costruzione della città universitaria.
Il provvedimento è il primo passo per la graduale acquisizione degli altri immobili della Sapienza dislocati sulla superficie metropolitana e nelle sedi decentrate, compresi quelli assegnati per attività assistenziali.
L’operazione è destinata a produrre effetti estremamente positivi sia sotto l’aspetto della valorizzazione dei beni dell’Università, sia soprattutto in termini economico-finanziari per l’accrescimento della consistenza dello stato patrimoniale del bilancio universitario. Per gli amanti delle statistiche, di seguito le cifre dell’operazione appena conclusa:

4 anni di trattative tra la Sapienza e l’Agenzia del demanio.
80 per cento di superficie trasferita.
700 milioni di euro di valore patrimoniale complessivo per l’intero compendio.
60.000 metri quadri di superficie coperta ceduti all’Università.
16 edifici trasferiti in proprietà alla Sapienza.

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