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2 gennaio 2008

Progetto Neuromath: ecco la mano robot

“E’uno studio all’avanguardia che conferma il ruolo leader dell’Italia in questo settore a livello internazionale”. Così il Premio Nobel Rita L“E’uno studio all’avanguardia che conferma il ruolo leader dell’Italia in questo settore a livello internazionale”. Così il Premio Nobel Rita Levi Montalcini ha aperto il convegno dedicato al progetto Neuromath, presentato all’Istituto Santa Lucia di Roma lo scorso dicembre. Il progetto è stato condotto nell’ambito del programma europeo “Cost” dall’Università di Roma “La Sapienza”, dalla Fondazione Santa Lucia di Roma e dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ed è giunto alla realizzazzione di un prototipo assai avanzato di mano robotica. La mano, “nata per essere utilizzata come protesi”, sottolinea Fabio Babiloni docente della Sapienza e responsabile del progetto, è controllata tramite gli impulsi elettrici emessi dal cervello che vengono rilevati tramite un elettroencefalogramma e trasmessi all’arto attraverso un interfaccia capace di tradurre gli impulsi in azioni. Dopo questo primo grande traguardo la crew di ricercatori vuole raggiungere in tempi brevi un altro obiettivo: entro cinque anni eliminare ogni filo e collegare macchina e cervello tramite un ripetitore wireless e, inoltre, la creazione di minuscoli elettrodi da nascondere fra i capelli al posto della cuffia. Nessuna fantascienza, solo il risultato sempre più impressionante del progresso tecnologico.

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