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29 gennaio 2008

Università di Pisa: arrivano i pannelli fotovoltaici

All’interno di uno dei primissimi paragrafi del Protocollo di Tokio si può leggere, tra gli impegni principali di cui le nazioni hanno giustameAll’interno di uno dei primissimi paragrafi del Protocollo di Tokio si può leggere, tra gli impegni principali di cui le nazioni hanno giustamente deciso di farsi carico, quello di “promuovere lo sviluppo sostenibile”, anche e soprattutto attraverso la “ricerca, promozione, sviluppo e maggiore utilizzazione di forme energetiche rinnovabili, di tecnologie per la cattura e l’isolamento del biossido di carbonio e di tecnologie avanzate ed innovative compatibili con l’ambiente”.
Questo vuole essere un piccolo preambolo ad un plauso che oggi voglio tributare all’Università degli Studi di Pisa, che ha deciso di utilizzare un sistema di impianti dotati di pannelli fotovoltaici, per sfruttare l’energia proveniente dai raggi del sole, promuovendo in tal modo una cultura di salvaguardia dell’ambiente.
Un primo impianto, realizzato con la partecipazione ed il supporto della Mitsubishi Electric e della Solar Energy Italia, è già stato installato sul tetto del Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale; altri quattro verranno collocati prossimamente presso il Polo Pontecorvo (edificio C, sede del Dipartimento di Informatica e del INFN), la Facoltà di Economia o la Facoltà di Agraria, presso il centro A.S.S.U.P. (in via Napoli) e nel Podere Arnino (afferente al Dipartimento di Biologia).
I pannelli fotovoltaici, utilissimi dispositivi che riescono a trasformare l’energia solare direttamente in energia elettrica, da utilizzare o incamerare a seconda delle necessità, sono composti da moduli in silicio mono o policristallini.
Al giorno d’oggi si è raggiunto un ottimo livello di prestazioni.
Basti pensare che esistono molte famiglie che già da anni utilizzano l’energia prodotta da pannelli fotovoltaici per illuminare e riscaldare le proprie abitazioni; il tutto con un notevole risparmio (considerati i costi di acquisto, installazione e manutenzione dell’impianto) oltre che per l’ambiente, anche per il bilancio familiare.
Sarebbe decisamente utile, a mio avviso, incoraggiare l’utilizzo di queste fonti di energia cosiddetta “pulita”, prendendo spunto magari proprio dall’esempio di un’Università come quella di Pisa, che anche oggi si dimostra attenta ai temi di rilevanza internazionale e quanto mai sensibile alla salvaguardia dell’ambiente.
Per ulteriori dettagli in merito, visitate il sito web dell’Ateneo pisano all’indirizzo che segue
www.unipi.it/ilgiornale/pannelli.htm_cvt.htm

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