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26 febbraio 2008

Arsenico e vecchi merletti

La causa della morte di Napoleone Bonaparte a Sant’Elena non è certa. La versione ufficiale parla di morte dovuta a un tumore allo stomaco, comLa causa della morte di Napoleone Bonaparte a Sant’Elena non è certa. La versione ufficiale parla di morte dovuta a un tumore allo stomaco, come risultò dall’autopsia. Tra le varie teorie, ce n’è una che sostiene la tesi del lento avvelenamento con l’arsenico, smentita in questi giorni dall’esito di una ricerca condotta dalle sezioni dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) delle Università di Milano-Bicocca e di Pavia. Sono stati esaminati i capelli dell’imperatore francese, custoditi in diversi musei, per rilevare tracce di veleno. La tecnica applicata è stata quella dell’attivazione neutronica, che ha due enormi vantaggi: non è distruttiva e permette di ottenere risultati di grandissima precisione anche su campioni di piccolissima massa quali i capelli umani. I capelli sono stati inseriti in capsule e introdotti nel piccolo reattore nucleare dell’Università degli Studi di Pavia. Per garantire risultati più attendibili sono stati utilizzati campioni di capelli di Napoleone Bonaparte risalenti a diverse età della sua vita: fanciullo in Corsica, durante il suo esilio nell’Isola d’Elba, nell’isola di Sant’Elena il giorno della sua morte e in quello successivo. Sono stati analizzati anchei capelli del figlio Napoleone II, Re di Roma, dell’Imperatrice Josephine de Beauharnais, prelevati alla sua morte nel 1814 e, per comparazione, oltre ai capelli storici sono stati esaminati anche dieci capelli di persone attualmente viventi. I capelli provenivano dai musei Glauco-Lombardi di Parma, Malmaison di Parigi e dal Museo Napoleonico di Roma. Angela Santagostino, tossicologa del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio dell’Università di Milano-Bicocca, che ha collaborato alla ricerca, commenta così i risultati delle analisi tossicologiche: “Gli elevati contenuti di arsenico nei capelli dell’imperatore in periodi precedenti alla sua morte come in quelli dei suoi contemporanei, se confrontati con i livelli medi del metalloide contenuti nei capelli delle popolazioni umane attuali, dimostrano come nell’800 ci fosse una esposizione maggiore rispetto ad oggi all’arsenico”. E aggiunge: “Il confronto dei livelli di arsenico nei capelli di Napoleone alla sua morte con quelli risalenti a periodi precedenti – aggiunge Angela Santagostino – fa pensare ad una esposizione cronica di discreta entità avvenuta nell’isola di Sant’ Elena, sembra però poco probabile pensare che la sua morte sia da attribuire ad un avvelenamento criminale intenzionale mediante somministrazione cronica di elevate dosi di arsenico”.

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