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4 febbraio 2008

Il Prof. Fornai dell’Università di Pisa spiega i farmaci da banco: pericoli dell’uso e abuso

In seguito all’entrata in vigore del Decreto Bersani con la messa in vendita dei farmaci da banco nei supermercati, il fenomeno dell’automedicazione sIn seguito all’entrata in vigore del Decreto Bersani con la messa in vendita dei farmaci da banco nei supermercati, il fenomeno dell’automedicazione si è diffuso tra la popolazione e i danni connessi all’uso improprio o all’abuso di tali farmaci, oramai considerati dei beni di consumo come tanti, rimangono sconosciuti ai più.
Il problema di fondo è la diversa percezione che il paziente assume nei confronti del farmaco, che, considerato innocuo ed efficace, viene assunto con leggerezza in risposta ai primi sintomi di un malanno, senza che il consumatore sia a conoscenza degli eventuali effetti collaterali legati all’abuso o all’interazione con altri prodotti. Se non è seguito dal medico o dal farmacista, il paziente può incorrere in complicazioni gravi, persino con l’uso dei farmaci più diffusi, come i comuni antinfiammatori. “Il fatto che un farmaco sia considerato da banco- dichiara il professore della facoltà di medicina di Pisa Francesco Fornai – non è indice di una sua mancanza di pericolosità, tant’è vero che vi è un continuo passaggio di farmaci dalla classe da banco alla fascia C, in base ad acquisizioni di dati sulla tossicità cha cambiano costantemente in ragione del progresso scientifico”.
Il docente sottolinea l’importanza del ruolo del farmacista, il quale s’informa sullo stato di salute del paziente e lo mette a corrente della durata della terapia e delle controindicazioni del medicinale: “I consumatori tendono a recepire meglio le informazioni sulle reazioni avverse fornite da personale sanitario qualificato rispetto a quelle riportate nei foglietti illustrativi. Il farmacista può quindi indirizzare i pazienti ad un uso corretto dei farmaci da banco, cercando di orientare le loro scelte verso prodotti caratterizzati da buoni profili di efficacia e tollerabilità”. Molti di questi farmaci, infatti, possono provocare intossicazioni o reazioni allergiche non facilmente prevedibili, basti pensare alle vitamine o agli integratori. Lo stato di consapevolezza del paziente dev’essere dunque vigilato e sottoposto a continua sensibilizzazione affinché l’uso generalizzato dei farmaci non abbia ripercussioni negative sul futuro della sua salute.

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