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12 febbraio 2008

Il Rettore dell’Università di Pescara cura la prefazione al Manuale Merck

È uscita la quinta edizione italiana del Manuale Merck di diagnosi e terapia, definito la “Bibbia” dei medici perché diventato strumento fondamÈ uscita la quinta edizione italiana del Manuale Merck di diagnosi e terapia, definito la “Bibbia” dei medici perché diventato strumento fondamentale non solo del corpo dei medici, ma anche di studenti e personale del settore sanitario grazie alla funzione egregiamente assolta di guida quotidiana sulla pratica clinica; e quest’anno la prefazione è stata redatta da Franco Cuccurullo, Rettore dell’Università di Chieti-Pescara e Presidente del Consiglio Superiore di Sanità. Ovviamente aggiornata, la nuova edizione si rileva uno strumento prezioso soprattutto per i nuovi capitoli sui temi di attualità quali Sars, influenza aviaria, sindrome metabolica, medicina legale e approccio al paziente critico.
Così spiega il Dott. Cuccurullo: “Il ‘Manuale Merck di diagnosi e terapia’ rappresenta uno strumento di consultazione prezioso, aggiornato e user-friendly, accreditato come autorevole fonte d’informazione scientifica e punto di riferimento internazionale, in grado di rispondere efficacemente non solo all’esigenza dei colleghi medici, ma di soddisfare anche la richiesta di altre categorie di operatori sanitari, di studenti e pubblico, in cerca di informazioni diagnostiche e terapeutiche e metodologiche. Nel panorama internazionale il Manuale Merk si è affermato, ormai da tempo, come prodotto di elevata qualificazione culturale e di grande utilità professionale: non un semplice elenco di nozioni up to date, ma la proposta di un metodo che lascia spazio alla creatività, uno strumento da consigliare e acquisire, quindi, nella biblioteca del medico. Rigore e immaginazione sono le basi del progresso scientifico: il Manuale Merk va appunto in questa direzione”.
Non da ultimo, nella prefazione viene affrontata la questione cruciale della formazione dei medici, tanto più pressante oggi a causa dei rapporti tra le istituzioni e le corporazioni professionali, normative superate, burocrazia mal funzionante e aumento costante della spesa pubblica. Secondo Cuccurullo, “La strategia vincente sarebbe quella di raccogliere tutte le forze in campo intorno ad un progetto comune e condiviso, con l’obiettivo di diffondere la cultura del territorio e ridimensionare la spesa pubblica, affrontando la sfida rappresentata dai nuovi settori dell’assistenza, cioè gli anziani, la cronicità e la domiciliarità. Un obiettivo davvero arduo, se si considera che l’invecchiamento della popolazione e le malattie croniche (malattie neuro-degenerative, tumorali e cardio-vascolari, per citarne alcune) rappresentano micidiali driver di costo per il SSN. Basti pensare che, nel nostro Paese, la durata media della vita aumenta di tre mesi per ogni anno trascorso.”

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