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12 febbraio 2008

La Sardegna come una volta

La Sardegna di ottomilacinquecento anni fa è di scena, grazie all’Università di Cagliari, il 18 febbraio prossimo a Sanluri. È un co

La Sardegna di ottomilacinquecento anni fa è di scena, grazie all’Università di Cagliari, il 18 febbraio prossimo a Sanluri. È un convegno in cui si parlerà del complesso nuragico di “S’Omu e S’Orcu” (o Sa Domu de S’Orcu), in località Costa Rey-Santa Giusta, provincia di Cagliari. Nuovissime ricerche su questa scultura a cielo aperto hanno permesso di raccogliere ulteriori ed importanti informazioni della Sardegna dell’epoca. Il nuraghe in questione è probabilmente il più grande di tutta la parte sud-orientale sarda. Gli scavi per il suo recupero iniziarono ben sei anni fa, nel gennaio 2002 e, oggi, gli studiosi possono tracciare una buona visione dei cambiamenti climatici ed ambientali che sono avvenuti nel corso dei secoli e dei millenni. Inoltre, possono approfondire lo studio sui corredi funebri e la classe umana presente allora.
L’incontro inizierà alle ore 11 presso la Sala della Giunta Provinciale Medio Campidano, in Via Roma 267. Interverranno per l’occasione Fulvio Tocco, Presidente della Provincia del Medio Campidano, Giovanni Azzena, Soprintendente ai Beni Archeologici delle Province di Cagliari e Oristano, Roberto Crnjar, Preside della Facolta di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’Università di Cagliari, Rosalba Floris e Rita Melis, rispettivamente Antropologa e Geoarcheologa dell’Ateneo cagliaritano, Margherita Mussi, Paletnologa dell’Università “La Sapienza” di Roma e Alessandro Usai, Direttore Archeologo della Soprintendenza ai Beni Archeologici delle Province di Cagliari e Oristano.

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