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20 febbraio 2008

Rinnovata collaborazione tra l’Italia e la Romania

L’Università di Pisa e quella romena di Babeþ -Bolyai (Transilvania) da ben dieci anni sono legate da un accordo che permette agli studenti unoL’Università di Pisa e quella romena di Babeþ -Bolyai (Transilvania) da ben dieci anni sono legate da un accordo che permette agli studenti uno scambio per un soggiorno di studi, ma a partire da questo mese le relazioni si intensificheranno e prevedranno la collaborazione e lo scambio non solo nelle tradizionali discipline quali la romenistica, l’italianistica, l’indirizzo storico-artistico, l’agraria e le lingue, ma anche nei settori scientifici che stimoleranno i gruppi di ricerca dei rispettivi paesi alla modernità e innovazione.
Una delegazione italiana, formata da: il prof. Mazzoni, prof. Mario Guazzelli (direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca sull’esplorazione Funzionale del Cervello), Roger Fuoco e Maurizio Persico (dipartimento di Chimica e Chimica industriale), Maria Grazia Tozzi (dipartimento di Biologia), Vincenzo Tedesco (Responsabile Area Ricerca e Relazioni Internazionali), Stefania Milella (Responsabile Unità di Progetto M.A.P.P.E. – Monitoraggio di Ateneo per i Progetti di Pisa in Europa), è stata recentemente in Romania per approfondire gli aspetti degli scambi a venire, e il prof. Mazzoni ha dichiarato: “Il nostro obiettivo è quello di rendere la collaborazione sempre più solida e multidisciplinare, in modo da stimolare un reale scambio tra studenti, docenti e ricercatori. Per questo abbiamo deciso di attivare alcuni corsi di Laurea e di Dottorato che prevedono il rilascio di titoli di studio congiunti, di primo e secondo livello. I due atenei riconosceranno insomma alcuni programmi didattici similari, permettendo allo studente di frequentare l’università in patria come all’estero. In seguito, è nostra intenzione avviare collaborazioni nel campo della ricerca europea, internazionale e dell’altaformazione”.
Si ricorda poi il progetto “Enciclopedia delle interrelazioni culturali italo romene”, promosso dal professore romeno Marian Papa Hagy ma fermo da otto anni a causa della sua scomparsa, che verrà adesso portato a compimento.

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