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12 febbraio 2008

Verona: Concerto di antiche musiche arabo-andaluse

Amore e nostalgia saranno il leit-motiv del San Valentino all’Università di Verona. Una grande riscoperta delle antiche musiche spagnole e ma
Amore e nostalgia saranno il leit-motiv del San Valentino all’Università di Verona. Una grande riscoperta delle antiche musiche spagnole e marocchine nella serata dal titolo “Al Kafila. Un percorso musicale da Bagdad a Cordova” dell’ensemble Jamal Ouassini alle 20.30 nell’aula magna del Polo Zanotto. Il concerto è a ingresso libero.

Nel corso della serata sarà proposto un raro itinerario musicale che recupera il repertorio attribuito delle antiche scuole della musica araba, come quella irachena, egiziana e siro-albanese. È in Andalusia che la musica araba si fonde con le espressioni locali e con quelle delle comunità ebraiche e zingare, dando vita alle eleganti melodie e forme della musica arabo-andalusa, che saranno la colonna sonora dello spettacolo proposto dall’ateneo scaligero. Si potranno ascoltare brani intensi e romantici, arie emozionanti in ricordo di un tempo passato.

Fondato nel 1999 da Jamal Ouassini, violinista di fama internazionale e insegnante per diversi anni all’accademia di musica moderna di Verona, il gruppo di musicisti eseguirà brani dal repertorio tradizionale arabo-andaluso e accompagnerà la solista Piera Pelanda, studentessa dell’ateneo scaligero diplomata al conservatorio. Dalla sua nascita l’ensemble Jamal Ouassini si è esibito nei più prestigiosi festival musicali: da musiche del Mediterraneo a Genova al Teatro Tenda di Verona per finire all’Accademia San Rocco di Venezia. Numerose le performances concertistiche, finalizzate sempre alla diffusione della conoscenza del patrimonio musicale delle due sponde del Mediterraneo.

L’appuntamento si inserisce all’interno del congresso “Alle radici dell’Europa. Mori, giudei e zingari nei Paesi del Mediterraneo occidentale” che dal 14 al 16 febbraio coinvolgerà studiosi di Italia, Francia e Spagna, Paesi le cui culture sono state influenzate da queste popolazioni.
Occasione per ripensare alla propria identità e alle radici culturali delle popolazioni migranti, in un periodo, quello del Basso Medioevo, in cui erano forti i legami e il confronto tra comunità locali e minoranze etniche: ebrei, mori, zingari.

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