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30 marzo 2008

Destra o sinistra? Questione di geni

Non c’è momento migliore di questo per parlare di politica. O forse peggiore, dipende dai punti di vista. Le elezioni si avvicinano, si preparaNon c’è momento migliore di questo per parlare di politica. O forse peggiore, dipende dai punti di vista. Le elezioni si avvicinano, si preparano le urne, la propaganda si fa martellante, i confronti tv all’ordine del giorno. Chi sa già cosa voterà, chi non sa ancora cosa e se voterà, chi vive nell’ansia, chi nell’attesa, chi nella più pacata indifferenza. Poco il tempo che resta per scegliere, poche settimane ancora per convincere qualcuno a passare dalla propria parte. Eppure, stando al professor John Alford, ogni tentativo di persuasione da parte dei politici, dalla dichiarazione a effetto, alla promessa solenne, al gesto plateale, alla discussione razionalmente argomentata, tutto sarebbe destinato all’efficacia. La fede politica non è una scelta ideologica dettata dalla ragione, dall’educazione o dalla cultura, bensì un puro e semplice connotato genetico.
E’ su questo che per anni ha indagato il suddetto professor John Alford, genetista della Rice University di Houston, in Texas. Lo studio più recente è stato condotto su 30mila gemelli, omozigoti ed eterozigoti ai quali sono state poste alcune domande d’argomento politico e sociale.
“Ebbene- afferma Alford- di fronte allo stesso quesito i gemelli identici, con lo stesso Dna, molto più frequentemente rispondevano allo stesso modo che non i gemelli eterozigoti”.
Altri esperimenti condotti in precedenza avevano già dimostrato come fossero diversi i tracciati cerebrali di liberali e conservatori, come se fosse stato il Dna a determinare le loro scelte.
Quindi? Propaganda elettorale inutile spreco di tempo e soldi? “Quindi- afferma Alford- provare a persuadere qualcuno a cambiare orientamento, pur facendo appello ad argomenti razionali, è un po’ come convincere chi ha gli occhi marroni ad averli di un altro colore”.

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