• Google+
  • Commenta
5 marzo 2008

Fonti alternative, Università di Verona e Arendi insieme

Studiare nuovi moduli di pannelli solari per un’energia pulita e rinnovabile, a basso costo, su larga scala e con alto rendimento energetico. Questo
Studiare nuovi moduli di pannelli solari per un’energia pulita e rinnovabile, a basso costo, su larga scala e con alto rendimento energetico. Questo l’obiettivo della ricerca che la società Arendi, con sede in provincia di Milano, ha affidato al Dipartimento Scientifico e Tecnologico dell’Università di Verona. Responsabile della studio è Alessandro Romeo, ricercatore di Fisica Applicata, che da dieci anni lavora alla realizzazione di celle fotovoltaiche in grado di rispondere efficacemente alle richieste del mercato attraverso l’abbattimento dei costi di produzione che oggi costituiscono ancora un ostacolo all’utilizzo di questo tipo di energia pulita.
Nata con il contributo del Gruppo Marcegaglia e dell’imprenditrice Marina Salamon, Arendi ha sottoscritto lo scorso novembre con l’ateneo veronese un accordo di durata biennale per la realizzazione di un impianto industriale per la produzione di moduli fotovoltaici a basso costo. In particolare, la convenzione intende focalizzare nel laboratorio dell’ateneo scaligero lo studio e l’implementazione del processo di produzione di moduli fotovoltaici a film sottile basati su tecnologia a telloruro di cadmio.

Tra le tipologie più innovative di celle fotovoltaiche spiccano quelle a film sottili. A differenza delle celle tradizionali, prodotte in silicio cristallino, questi moduli innovativi sono costruite con il telloruro di cadmio, materiale che riduce notevolmente i costi di produzione di quelli delle attuali celle al silicio.
«Le celle fotovoltaiche a film sottili sono moduli tra i cinque e i dieci micron costruiti con materiale a più alto coefficiente di assorbimento rispetto al tradizionale silicio cristallino – precisa Alessandro Romeo – che in sé non è molto costoso, ma la cui cristallizzazione deve avvenire a temperature molto elevate (oltre 1200°C), senza contare che il taglio e la lavorazione non sono facilmente integrabili nella produzione su larga scala».

Nel campo della ricerca sul solare Alessandro Romeo lavora anche con il professor Ayodhya Tiwari del Politecnico di Zurigo (ETH). Frutto di questa collaborazione è il brevetto di una cella solare bifacciale in grado di assorbire la luce del sole da entrambi i lati grazie alla sostituzione del “tradizionale” strato opaco con un nuovo strato trasparente. Sono stati inoltre realizzati piccoli prototipi di celle flessibili in telloruro di cadmio che hanno ottenuto il record mondiale di efficienza in relazione a questo materiale utilizzato innovativo.
Celle flessibili che possono essere montate con estrema facilità su qualunque superficie grazie alla sostituzione del supporto in vetro con un polimero, ovvero una pellicola sottile, flessibile e trasparente che permette di avere moduli avvolgibili e leggeri.

Google+
© Riproduzione Riservata