• Google+
  • Commenta
28 marzo 2008

I manager di domani si formano a SimCity

Rachel Bernstein, della Electronic Arts, lo aveva in qualche modo previsto: “SimCity”, il gioco di simulazione che nelle sue molteplici versioni, dal Rachel Bernstein, della Electronic Arts, lo aveva in qualche modo previsto: “SimCity”, il gioco di simulazione che nelle sue molteplici versioni, dal 1989 ad oggi, è diventato un must per i giocatori di tutto il mondo, vendendo oltre 18 milioni di copie, è un videogame da prendere sul serio e le sue applicazioni possono andare oltre il semplice divertimento.
A Roma ci hanno pensato e, a detta di Americo Cicchetti, professore ordinario del corso di laurea in economia e Gestione dei Servizi presso la Facoltà di Economia dell’università cattolica del Sacro Cuore, “SimCity” ha un futuro come strumento didattico ancora inesplorato.
Sarà proprio Cicchetti a dare il via a questa nuova applicazione, utilizzando “SimCity Societies” durante i suoi corsi. Un esordio non in termini assoluti per i giochi del mondo Sims: già “The Sims” stesso, infatti, era stato adoperato, sempre dalla Cattolica, come strumento didattico nel 2006. Alla gestione della vita quotidiana del popolo Sims oggi Cicchetti si propone di affiancare l’amministrazione simulata della Cosa pubblica di “SimCity” e di proporre a fini didattici ai suoi studenti i problemi di traffico, inquinamento, sviluppo urbanistico, disoccupazione e criminalità che ogni Sindaco di SimCity è chiamato a risolvere.
“Lo scopo- afferma Cicchetti- è quello di creare un manager urbano attraverso l’esperienza cognitiva offerta da SimCity Societies integrando il videogioco come strumento didattico di base”.
La sperimentazione di “SimCity Societies” rientra in una vera e propria progettualità messa in atto dall’università che, sotto il nome di Cattolica SimCity manager Project, si ripropone di avviare un percorso a lungo termine per l’utilizzo di giochi elettronici all’interno di percorsi didattici.
Un progetto sperimentale e innovativo per l’Italia ma assolutamente ovvio per altre università del mondo. Dagli Stati Uniti al Giappone, infatti, l’utilizzo dei videogame per l’insegnamento è ormai una prassi consolidata da anni. E forse non è un caso se alcuni videogame, “SimCity” in testa, sono nati proprio nelle università. Il “papà” dei Sims, Will Wright, per realizzarlo si è infatti ispirato alle teorie di Jay W. Forrester del Mit di Boston sulla dinamica dei sistemi ed in particolare l’Urban Dynamics, creata nel 1968, dove venivano riprodotti alcuni aspetti delle grandi metropoli, traffico, alloggi, disoccupazione, utilizzando appena dieci variabili. Insomma “SimCity”, che nella sua ultima versione dedica un occhio di riguardo alla società da creare senza indicare strade giuste e sbagliate all’amministratore di turno, si propone come uno strumento perfetto, e teoricamente valido, per testare soluzioni urbanistiche e sociali anche azzardate senza conseguenze reali.

Google+
© Riproduzione Riservata