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12 marzo 2008

Questionario agli Erasmus, l’Italia un paese pieno di avversità per gli studenti stranieri

Pizza, spaghetti e mandolino. E’ questa l’Italia nell’immaginario collettivo all’estero. Eppure accoglie ondate di turisti da tutto il mondo e per

Pizza, spaghetti e mandolino. E’ questa l’Italia nell’immaginario collettivo all’estero. Eppure accoglie ondate di turisti da tutto il mondo e per tutto l’anno. Molti lo scelgono per le sue straordinarie bellezze artistiche, altri ne subiscono il fascino del glamour, ma una cosa è certa: viverci è un’altra cosa rispetto al turismo, e il Belpaese non è certo il migliore dei paesi per i servizi offerti agli studenti Erasmus. E’ questa la deprimente conclusione che si trae da un sondaggio effettuato dalla free press “Studenti Magazine” e dall’associazione “Erasmus Student Network” su un campione di 1500 studenti stranieri provenienti da 28 paesi e distribuiti in 27 diverse città italiane, riportato di recente dal sito on- line del quotidiano Repubblica. Per chi abbia avuto delle esperienze di formazione all’estero, questa opinione che gli studenti Erasmus hanno del nostro Paese non stupisce affatto: indiscutibili sono infatti le differenze – soprattutto sul piano architettonico e organizzativo in generale – tra le università straniere e quelle nostrane. Ed è così che questi studenti manifestano tutta la loro disillusione per il loro soggiorno nel nostro Paese in un dato di per sè piuttosto allarmante: ben il 71% degli intervistati ritiene la propria università di origine migliore di quella ospitante italiana, non solo per strutture definite in pessimo stato (39,6%), ma anche per carenza di servizi informatici (24,4%), difficoltà di ottenimento di informazioni (19,5%) e scarsa professionalità del corpo docente (16,5%). Non meno eloquenti sono poi le accuse degli studenti Erasmus sulle spese che si trovano ad affrontare una volta in Italia. Viene definita costosissima e comunque più cara del proprio Paese di origine dall’83% degli intervistati, in difficoltà soprattutto per il reperimento degli alloggi, questione resa particolarmente problematica sia dal caro affitto che da una soprendente denuncia di razzismo nei confronti di proprietari restii ad affittare a stranieri. La ciliegina sulla torta è infine l’uso della lingua inglese, che il 46% degli intervistati ritiene assolutamente inutile da conoscere per comunicare in Italia. Il dato più confortante di tutti? Almeno un 60% degli studenti che ci ha scelto tornerebbe ad occhi chiusi, forse affascinato da questo nostro modo di vivere così disorganizzato ma anche incredibilmente gioioso.

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