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19 marzo 2008

Sondaggio tra gli erasmus: Italia belpaese, ma non troppo

Un questionario proposto dal free press “Studenti Magazine” e dall’associazione “Erasmus Student Network Italia” ha visto la partecipazione di 1500 stUn questionario proposto dal free press “Studenti Magazine” e dall’associazione “Erasmus Student Network Italia” ha visto la partecipazione di 1500 studenti, provenienti da 28 paesi diversi e in riferimento a 27 città italiane. Domande inerenti il soggiorno di studi trascorso nel nostro paese che, alle solite, esce sconfitto dall’ennesimo sondaggio riguardante l’università e non solo. Anzitutto, dato preoccupante, l’83% degli intervistati dichiara di spendere più in Italia che nel proprio paese: carissimi gli affitti per il 69%, seguiti dal cibo (14,4%), dal divertimento (12,6%) e dal materiale universitario, libri, dispense, etc. (4%). In merito all’università tout court, sette stranieri su dieci giudicano i nostri atenei peggiori dei loro, in modo particolare per quel che riguarda le strutture (per il 39,6% del campione), in uno stato pessimo e inadeguate; il 24,4% lamenta la scarsità dei servizi web (realtà effettiva e imprescindibile all’estero), il 19,5% il malfunzionamento delle segreterie e dei centri di informazione, il 16,5% la difficile reperibilità e le inadempienze dei professori. E come se non bastasse, dal punto di vista didattico, i nostri docenti non superano di molto i colleghi stranieri: solo il 16% degli stranieri li vede migliori, sono peggiori per il 25%, uguali ai propri per il 59%. Come i nostri connazionali fuori sede, anche gli studenti stranieri hanno problemi a trovare un alloggio confortevole: case costose, in pessimo stato e difficili da reperire nei pressi degli atenei per il 66% degli intervistati. Difficoltà materiali accentuate dalla scarsa conoscenza della lingua italiana al momento dell’arrivo alla quale, le nostre strutture d’accoglienza, non sanno far fronte con un adeguato utilizzo dell’inglese: solo per l’1,4% degli stranieri ritiene indispensabile la conoscenza dell’inglese per comunicare in Italia. E’ solo l’italiano che serve e che deve essere appreso nel minor tempo possibile, non di certo grazie ai corsi di lingua organizzati dai nostri atenei che per il 52,6% degli intervistati sono assolutamente inutili (il 30,6% non comincia neppure a frequentarli). Anche la nostra proverbiale accoglienza sembra offuscarsi in questo quadro non proprio roseo e c’è addirittura un 20,8% di studenti Erasmus che denuncia episodi di razzismo nei propri confronti soprattutto da parte di molti proprietari di appartamenti, assolutamente restii ad affittare a stranieri. Nonostante tutto l’Italia resta un luogo affascinante e il 97% degli stranieri ammette di giungere qui attratto dalle bellezze storiche e artistiche, dal calore della gente, dalla natura rigogliosa, dalle bontà della cucina. Ma è sintomatico che, alla fine dell’Erasmus, solo il 60% degli studenti sceglierebbe di nuovo ad occhi chiusi di ritornare nella nostra controversa penisola.

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