• Google+
  • Commenta
14 marzo 2008

Trento: Statuto dell’Università, approvate le modifiche

Questo pomeriggio il Consiglio di amministrazione integrato ha approvato le modifiche dello Statuto dell’Università. Tra le novità pi&ugQuesto pomeriggio il Consiglio di amministrazione integrato ha approvato le modifiche dello Statuto dell’Università. Tra le novità più significative vi è la riduzione dei componenti del Consiglio di amministrazione, che passano da 44 a 27. In generale, tutte le modifiche apportate mirano a migliorare i processi di funzionamento dell’ateneo, a ottimizzare le risorse e a eliminare alcune incongruenze che erano presenti precedentemente. Il Cda integrato, inoltre, ha dato mandato al rettore di studiare nuove ipotesi di assetto e di coordinamento degli organi di governo (modello di governance). È stato, infine, approvato un ordine del giorno che impegna l’ateneo a elaborare un codice etico da adottare all’interno dell’Università. Codice da sviluppare anche in sintonia con analoghe iniziative già promosse in altri atenei coinvolti nel Bologna Forum.
L’iter per la modifica dello Statuto si era aperto formalmente nel febbraio del 2005 con la nomina di Giovanni Pascuzzi, docente ordinario alla Facoltà di Giurisprudenza, a prorettore per gli aspetti legati alle riforme normative e ai processi per la revisione dello Statuto. Una figura nuova per l’ateneo che il rettore Davide Bassi aveva voluto proprio per condurre il complesso lavoro mirato a valutare lo Statuto approvato nel 2004 e a darne attuazione. L’operazione ha portato, nel corso dei mesi, anche alla stesura del primo Regolamento generale di ateneo e di altri regolamenti di settore. Per procedere alla revisione dello Statuto era stata creata una commissione istruttoria presieduta da Pascuzzi, che ha avuto il ruolo di valutare le singole proposte di modifica e di elaborare una bozza da sottoporre al Cda integrato. Lo scorso 5 dicembre il Cda integrato aveva approvato la bozza di modifica dello Statuto. Quindi il testo è passato per il parere nei Consigli di facoltà. Martedì scorso il via libera anche del Senato accademico.
Oggi è, dunque, tornato nel Cda integrato per l’approvazione definitiva con 31 voti favorevoli su 33 presenti. Un membro si è astenuto e un altro ha dichiarato di non partecipare al voto. Quello di oggi segna l’ultimo passaggio interno. Ora lo Statuto viene inviato alla Provincia autonoma di Trento e al Ministero dell’università e della ricerca per i prescritti pareri. Dopodiché potrà essere pubblicato in Gazzetta ufficiale.
Modifiche significative allo Statuto
La prima fase di revisione dello Statuto ha riguardato la pulitura da errori e da incongruenze fra singoli commi e articoli del testo.
Ė stato introdotto il principio delle pari opportunità.
Ė stata estesa la possibilità di aprire sedi dell’Università di Trento all’interno del territorio provinciale.
Ė stato abrogato il cosiddetto “mandatino” del rettore, che era stato introdotto nel 2004. Il rettore non potrà più, quindi, ripresentarsi alle urne per un terzo mandato di due anni dopo aver guidato l’ateneo per due mandati quadriennali. Sempre a proposito di elezione del rettore, è stato esteso ai rappresentanti dei dottorandi l’elettorato attivo.
Sono stati ridotti i componenti del consiglio di amministrazione. La bozza prevede che i membri passino da 44 a 27. Rispetto allo Statuto vigente resta invariata la presenza dei seguenti membri: rettore, presidente, prorettore, direttore generale, due rappresentanti del Governo, uno designato dalla Regione Trentino Alto Adige, un membro della Camera di commercio, un rappresentante dei lavoratori e uno dei datori di lavoro, due persone nominate rispettivamente dal Comune di Trento e da quello di Rovereto, un rappresentante dell’Istituto Trentino di Cultura ora Fondazione Bruno Kessler. Si riducono invece: da 7 a 3 i membri eletti tra i professori ordinari, da 7 a 3 quelli eletti tra gli associati, da 6 a 3 quelli eletti tra i ricercatori, da 4 a 2 i rappresentanti degli studenti, da 2 a 1 quelli dei dottorandi, da 3 a 2 quelli del personale tecnico-amministrativo e da 3 a 1 i rappresentanti della Provincia Autonoma di Trento.
Diventa maggiore il ruolo degli studenti nelle decisioni prese dal Senato accademico. Se con lo Statuto vigente la loro convocazione alla riunione dei presidi delle facoltà con il rettore era prevista solo nel caso in cui si parlasse di criteri per il numero programmato e dell’approvazione di alcuni regolamenti, con lo Statuto modificato viene ampliata a nuove materie come proposte relative a tasse universitarie, calendario delle attività didattiche e procedure per l’iscrizione ai corsi, approvazione dell’offerta formativa annuale e questioni relative alla mobilità internazionale e al diritto allo studio.
Si è favorita la possibilità di un maggiore coordinamento tra Senato accademico e Commissione per la ricerca scientifica in sede istruttoria su problemi comuni a didattica e ricerca.
Altre novità riguardano: l’introduzione del principio di valorizzazione degli spin-off, una radicale modifica delle norme che consentono la partecipazione dell’Università a soggetti esterni (per una maggiore tutela dell’Università) e la puntualizzazione della disciplina dei centri interdipartimentali.

Google+
© Riproduzione Riservata