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18 aprile 2008

Bari, Giurisprudenza boccia Ateneo intitolato a Moro

Il consiglio di Giurisprudenza ha bocciato la proposta di intitolare l’ateneo barese ad Aldo Moro, votando contro l’iniziativa portata avanti dal rettIl consiglio di Giurisprudenza ha bocciato la proposta di intitolare l’ateneo barese ad Aldo Moro, votando contro l’iniziativa portata avanti dal rettore Corrado Petrocelli. Un fulmine a ciel sereno, che ha scosso il mondo accademico pugliese e non solo. Una decisione inaspettata che, a pochi giorni dallo scandalo degli esami venduti, ha riportato alla ribalta l’ateneo di Bari.
Eppure Aldo Moro è stato lo studente e il docente più illustre dell’Università di Bari. Ma questo non basta se nel trentesimo anniversario della morte la sua facoltà ha voluto prendere le distanze dallo statista democristiano rapito e ucciso dalle Brigate rosse.
L’ateneo barese mantiene dunque la sua antica intestazione: Università Benito Mussolini.
L’università porta infatti ancora il nome del duce, che nel 1925 lo inaugurò. Dopo la caduta del fascismo, l’intestazione “Benito Mussolini” è lentamente scomparsa dalle targhe, dai timbri e dai certificati di laurea emessi dall’università. Ma non è mai stata ufficialmente abrogata. Anche per questo il rettore Corrado Petrocelli voleva approfittare del trentesimo anniversario dell’assassinio di Aldo Moro per cancellare definitivamente la nostalgica intestazione.
La proposta è passata all’unanimità sia in Senato accademico che in consiglio d’amministrazione ma, prima di inoltrare la richiesta al ministero dell’Università, il rettore ha voluto sottoporre a tutte le facoltà del secondo ateneo del Mezzogiorno la nuova intitolazione: “Università del Levante Aldo Moro”. A sorpresa, la bocciatura è arrivata proprio da Giurisprudenza. Con una netta maggioranza il consiglio di facoltà si è espresso contro questa decisione. Pochi minuti dopo avere votato no, i rappresentanti di Azione universitaria, il collettivo studentesco di estrema destra, diffondevano un comunicato per esprimere la loro contrarietà ad intitolare l’ateneo ad un “uomo politico di parte”.
Colorito il commento di Gabriella Carlucci, onorevole eletta in Puglia nelle file del Pdl, che ha definito le dichiarazioni degli studenti “al limite del cretinismo militante”.
Sorprende, al di là del conclamato cretinismo di cui sopra, che a votare contro il cambio di intestazione sia stato però anche il preside di Giurisprudenza che, dopo aver espresso parere favorevole in Senato accademico, in consiglio di facoltà ha votato contro la proposta del rettore. Un atteggiamento duplice giustificato sostenendo che il voto al senato accademico è stato nel rispetto della maggioranza mentre in consiglio ha voluto sostenere la sua contrarietà a mitizzare, a suo dire, lo statista Moro dimenticando così l’uomo. Nei fatti questa scelta fa mantenere l’intestazione dell’università al Duce.
Ma il parere espresso dal consiglio di facoltà non potrà determinare la fine della proposta del rettore. Se, dopo che tutte le facoltà esprimeranno il proprio parere, il cambio di denominazione sarà accettato dal Senato accademico, l’ultima parola spetterà al futuro ministro dell’Università.

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