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15 aprile 2008

La caffeina protegge dall’Alzheimer

Tra le malattie degenerative che colpiscono gli anziani, il morbo di Alzheimer è tra le più tristemente note. Non è ancora stata Tra le malattie degenerative che colpiscono gli anziani, il morbo di Alzheimer è tra le più tristemente note. Non è ancora stata scoperta una cura e i medici, spesso, possono fare ben poco per arginare gli effetti devastanti della malattia. Eppure un aiuto nella prevenzione del morbo ci arriva da uno degli alimenti più comuni: da uno studio della University of North Dakota sembrerebbe emergere che una tazza di caffè al giorno contribuisca a rafforzare la barriera emato-encefalica, una barriera naturale che impedisce alle sostanze nocive di passare dal sangue al cervello e che viene particolarmente colpita nei casi di Alzheimer. Tra i principali responsabili del morbo c’è il colesterolo che, se assunto in grandi quantità, può causare un indebolimento della barriera con conseguente distruzione di cellule cerebrali. Gli effetti positivi della caffeina nella difesa della barriera emato-encefalica sono stati testati dai ricercatori americani su conigli, sottoposti a una dieta ricca di grassi e ai quali sono stati somministrati 3 mg al giorno di caffeina, l’equivalente di una tazza di caffè. Dopo 12 settimane gli scienziati si sono accorti che la barriera dei conigli risultava notevolmente più robusta e intatta. La caffeina sembra dunque bloccare il degeneramento della barriera emato-encefalica, tutelando, quindi, un minimo dal rischio dell’Alzheimer. La scoperta può aprire la via verso la scoperta di una cura definitiva da questa malattia.

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