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28 aprile 2008

Nuovo Governo nuova Università

Più autonomia, più responsabilità e più introiti attraverso la costituzione di “Fondazioni associative”. Sembra questa la Più autonomia, più responsabilità e più introiti attraverso la costituzione di “Fondazioni associative”. Sembra questa la triade che il prossimo Governo Berlusconi avrebbe intenzione di attuare. L’obiettivo delle “Fondazioni associative” è quello di mettere le università nelle condizioni di beneficiare di investimenti di soggetti privati, come avviene nei Paesi anglosassoni. Ciò consentirebbe di facilitare lo svolgimento di attività imprenditoriali da parte degli atenei, che trasformati in apposite “fondazioni”, diventerebbero più responsabilizzati e premiati tramite incentivi concessi in modo meritocratico.
Il progetto, spiegato da Giuseppe Valditara, senatore e responsabile istruzione del Popolo della libertà, al “corriereuniv.it” si affianca a quello della progressiva defiscalizzazione degli stanziamenti, che dovrebbe incoraggiare il mondo aziendale e la società italiana a puntare, anche economicamente, sulla ricerca universitaria. Il tutto nell’ottica di una crescente competitività tra atenei, la cui qualità va analizzata attraverso un nuovo sistema, più snello dell’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) e meglio centrato sui risultati della ricerca e della didattica, da giudicare in base a parametri precisi.
L’Anvur è stato istituito dal Governo Prodi (pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 9.04.08) col compito di promuovere la qualità delle Università e degli enti di ricerca anche attraverso attività di valutazione, raccolta e analisi di dati, consulenza, formazione e promozione culturale. L’Istituto sostituisce due Comitati attualmente esistenti: il Civr (Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca) e il Cnvsu (Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario), ma probabilmente sarà a sua volta sostituito proprio sul nascere.
Per quanto riguarda, invece, il meccanismo del “Fondo dei Fondi” a cui il programma del Pdl, citando il modello francese, fa riferimento. Vengono definiti da Valditara “aggregazione di soggetti finanziari che si mettono insieme per sovvenzionare ricerche nella speranza che si concretizzino in brevetti o comunque in ricerca applicata così da generare guadagni”. Punta sul guadagno e sulla qualità il piano delle “cittadelle della cultura”, piccoli centri universitari che svolgono ricerche di qualità legate a particolari caratteristiche territoriali, come è avvenuto nell’Università di Calabria distintasi per gli studi sul cedro e sul bergamotto, prodotti tipici di quella Regione. Realtà come questa verranno premiate sul fronte dei finanziamenti.
Mentre per quanto riguarda le facoltà umanistiche e le università che si trovano in Regioni meno vivaci dal punto di vista imprenditoriale lo Stato risponderà attraverso piani finanziari concordati con i singoli atenei con l’obiettivo, innanzitutto, di risanare al più presto il dissesto economico che paralizza tante università del Belpaese.

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