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15 aprile 2008

Scienze della comunicazione a Gela, quale destino?

Scade a luglio la convenzione tra la provincia di Caltanissetta e l’Università di Catania che garantisce la presenza del Siciliae Studium GenerScade a luglio la convenzione tra la provincia di Caltanissetta e l’Università di Catania che garantisce la presenza del Siciliae Studium Generale nel territorio gelese, e poiché sembra mancare la volontà politica di continuare un’esperienza iniziata dieci anni orsono che pare aver dato complessivamente risultati positivi, centinaia di studenti rischiano o di doversi trasferire per forza a Catania o di ritrovarsi nell’impossibilità di proseguire gli studi. L’Associazione culturale ricreativa universitaria Unipro, www.associazioneunipro.it, ha chiesto e ottenuto un incontro col rettore Antonino Recca per discutere e risolvere in tempi brevi la questione inerente il decentramento del corso di laurea in Scienze della comunicazione a Gela (CL). «Abbiamo riscontrato un atteggiamento positivo da parte del rettore, che intende risolvere il problema e placare gli animi, anche perché le posizioni dell’Università di Catania, da quando si è insediato Recca, sono state sempre chiare ed esplicite» afferma Rosario Sardella, consigliere della Facoltà di lettere e filosofia. L’amministrazione Recca ha ribadito più volte che l’Università intende stipulare soltanto convenzioni venticinquennali, un modo per far sì che le sedi decentrate non diventino, degenerando, veri e propri corsi di sostegno. In ogni caso si darà la possibilità, agli studenti iscritti, di proseguire la loro carriera universitaria a Gela.
«L’associazione Unipro si sta impegnando ad assumere un ruolo di mediatore tra studenti, provincia e Università – dice il suo presidente dott. Alfonso Cirrone Cipolla – come peraltro ha sempre fatto negli ultimi anni. L’unica cosa da evitare è la sterile polemica politica che non aiuta la prosecuzione dei rapporti con l’Università etnea». Il decentramento didattico a Gela offre a molti studenti economicamente impossibilitati l’opportunità di non arrendersi al disagio economico e comunque la possibilità di studiare in un contesto universitario fatto a misura dello studente e, dunque, ben lontano dal caos dei mega atenei.
«Un percorso formativo importante, quello del decentramento universitario a Gela – afferma Martina La Gristina, studentessa al terzo anno di Scienze della comunicazione – che, dopo una lunga esperienza, rischia di esserci strappato via. Questa esperienza è fondamentale per me e moltissimi altri studenti. L’Università nella città in cui vivo mi ha permesso di realizzare il percorso che probabilmente non avrei potuto fare in altre città. Al di là dei motivi economici e di lavoro che non mi permettono di seguire gli studi altrove, posso definire il nostro decentramento una famiglia un po’ allargata in cui siamo a contatto diretto con altri giovani. Posso seguire le lezioni senza essere solo una matricola, ma una studentessa identificata per nome da docenti, responsabili e colleghi. Negli anni ho incontrato docenti aperti, disponibili e pazienti che mi hanno consigliato e aiutato. L’idea di quello che è il nostro decentramento a Gela è la lezione: è improbabile che in una lezione seguita da 300 studenti io possa rivolgere facilmente una domanda al docente. Ciò non avviene nel nostro decentramento, in cui invece posso avere chiarimenti e spiegazioni».
Rossella Polara laureanda a Gela è un’altra delle tante voci critiche contro la chiusura del decentramento: «Se qui a Gela dovesse finire tutto, dovrei andare a vivere a Catania solo per le ultime materie, ma non è questo a preoccuparmi, quanto quello che il distaccamento è stato ed è tutt’ora per noi: un punto di riferimento, non solo per i giovani ma anche per la gente più adulta che per svariati motivi non ha potuto continuare gli studi e che rimanendo in città può farlo. Un punto di riferimento che verrebbe a mancare. Per questo, insieme ai miei colleghi, combatterò affinché la nostra Università continui ad esserci non solo per noi ma anche per chi verrà in seguito». Chiudendo Scienze della comunicazione a Gela, nella provincia nissena rimarrebbero, per quanto riguarda l’offerta formativa triennale, il terzo anno del corso di laurea in Comunicazione e relazioni pubbliche e il corso di laurea in Scienze dell’amministrazione dell’Università di Catania a Caltanissetta, i corsi di laurea in Scienze biologiche, Ingegneria elettronica e Ingegneria elettrica dell’Università di Palermo sempre a Caltanissetta e il corso di laurea in Ingegneria chimica dell’Università di Palermo con sede a Gela. Per informazioni sui corsi specialistici e sui master: www.uni.cl.it/

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