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9 maggio 2008

Ferrara: seminario di aggiornamento clinico sui disordini del linguaggio

I disordini del linguaggio saranno il tema centrale del seminario di aggiornamento clinico sulle afasie che si terrà sabato 10 maggio alle 8,30I disordini del linguaggio saranno il tema centrale del seminario di aggiornamento clinico sulle afasie che si terrà sabato 10 maggio alle 8,30 nell’Aula Magna delle Nuove Cliniche dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Anna (C.so Giovecca, 203). L’incontro, organizzato dalle Scuole di Specializzazione in Neurologia e Neurochirurgia di Ferrara, è rivolto ai medici di base e degli ospedali di Ferrara e provincia, agli specializzandi e ai dottorandi di ricerca, agli operatori sanitari e agli studenti di medicina e dei corsi di laurea delle professioni sanitarie dell’Università di Ferrara.
“L’afasia – spiega il Prof. Enrico Granieri, direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Ferrara e coordinatore del corso di aggiornamento – è l’alterazione o la perdita della facoltà del linguaggio, in genere in seguito a una lesione alle aree del cervello deputate all’elaborazione del linguaggio. Tali aree sono quasi sempre collocate nell’emisfero sinistro. Si tratta di disturbi acquisiti di funzioni simboliche, o attività cerebrali superiori, che comportano incapacità o difficoltà di vario grado sia nell’espressione (parola e scrittura), sia nella comprensione del linguaggio parlato e della lettura”.
“L’afasia – prosegue il Prof. Granieri – è un disturbo di comunicazione che si può manifestare in diversi modi: con la sostituzione di una parola con un’altra di significato diverso ma della stessa famiglia (carta invece di matita), oppure l’impiego di una parola sbagliata ma dal suono simile a quella giusta (cane invece di pane), o di una parola del tutto diversa e senza alcun legame apparente con quella corretta; inoltre può coinvolgere solo il parlato, o solo la capacità di scrivere. Spesso si accompagna ad altri disordini di funzioni cerebrali, come la disartria, cioè il difetto nell’articolare le parole, o l’aprassia, ovvero l’incapacità di eseguire sequenze motorie apprese con l’esperienza in assenza di disturbi elementari del movimento”.
Cause più comuni delle afasie sono gli ictus, ovvero le ischemie e le emorragie cerebrali, i traumi e i tumori e, nel contesto della perdita di ogni funzione intellettiva, anche le demenze, in particolare la demenza di Alzheimer.
“E’ importante sottolineare – precisa Granieri – come nei bambini con lesioni al cervello le abilità linguistiche perdute possano essere recuperate con l’uso di aree differenti del cervello, nel bambino infatti il cervello è più plastico. Nell’adulto invece il recupero del disordine linguistico è spesso limitato e parziale anche a fronte di terapie mirate e di interventi di riabilitazione. I disordini del linguaggio – come tanti altri effetti di lesioni cerebrali – influiscono sull’autonomia e sulla vita di relazione sia in ambito familiare che lavorativo e sociale. È molto importante dunque conoscerli e aggiornare le conoscenze mediche e riabilitative, sarà più facile per i medici e gli operatori sanitari, ma anche per i familiari, aiutare le persone con questa seria disabilità a trovare strategie di compenso, sfruttando al massimo la comprensione contestuale con i gesti o altre strategie, evitando di trattare l’afasico come se avesse perduto l’intelligenza, consapevoli invece delle sue difficoltà comunicative, integrando ogni intervento di recupero funzionale con un corretto inquadramento diagnostico sul tipo di disturbo di linguaggio determinato dalla lesione”.
Il seminario vedrà come relatori docenti dell’Università e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e professori e ricercatori della Facoltà di Scienze Cognitive dell’Università di Trento, Polo di Rovereto come i Professori Remo Job e Gabriele Miceli, esponenti di fama internazionale del Centro Interdipartimentale Mente Cervello (CiMeC), da numerosi anni impegnati nello studio dei processi linguistici e nei disordini del linguaggio nei cerebrolesi attraverso metodiche d’indagine sofisticate e moderne che integrano discipline di neuropsicologia, neuroradiologia e neurofisiologia sperimentale e clinico-applicativa. La Scuola di Neurologia di Unife ha attivato infatti da alcuni anni con il CiMeC di Rovereto e la Facoltà di Scienze Cognitive dell’Università di Trento il Corso di Laurea interateneo di Educatore Professionale Sanitario e ha avviato programmi di studio comuni sulle alterazioni delle funzioni del linguaggio.

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