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18 luglio 2008

Addio alla Ssis, il governo sospende le nuove entrate nella scuola.

Le scuole di specializzazione pLe scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario, dopo dieci anni di onorato servizio, sono a un passo dalla chiusura. Durante la giornata di ieri la Commissione Cultura del Senato ha approvato l’emendamento del Governo al decreto legislativo n. 112 che prevede la sospensione del decimo corso, che avrebbe preso il via dopo l’estate. Prima di diventare definitivo, l’emendamento dovrà superare la discussione in aula ma, visti i numeri della maggioranza, non sembrano esserci dubbi sulla sua approvazione finale. Praticamente prossimi alla cancellazione dunque i 12.389 posti banditi in extremis dall’ex ministro Mussi, le cui procedure di attribuzione agli atenei erano già state avviate nello scorso mese di maggio. La sospensione dell’attività delle Ssis si ricollega al recente annuncio del governo di eliminare 130 mila posti tra docenti e personale amministrativo nelle scuole, a cui si aggiunge il rallentamento dello scatto di anzianità per i docenti universitari. Una mossa coerente con i messaggi promulgati dal ministro Gelmini nell’ultimo periodo: il personale è in esubero, quindi meglio bloccare il meccanismo delle assunzioni sin dalla radice, eliminando la scuola che “produce” nuovi docenti. L’attuale metodo di assunzione del personale docente, in vigore dal 1999, prevede l’avvio di corsi su base regionale. Dopo due anni e 1200 ore di lezione, gli specializzati accedono alle graduatorie, attraverso cui viene stabilita l’assegnazione delle supplenze e delle cattedre.
Niente nuovi specializzandi dal prossimo anno dunque a rimpinguare la coda delle graduatorie e destino incerto per gli specializzandi del nono corso.
 Nel corso del 2007 infatti le graduatorie sono state trasformate da "permanenti" a "ad esaurimento", impedendo di fatto l’accesso dei nuovi abilitati che, visto l’arrivo della sospensione delle Ssis, si limitano ai circa 11mila specializzati del 2008

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