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23 luglio 2008

In Italia sempre meno iscritti a Scienze politiche

I corsi di Scienze Politiche ormai da sei anni a questa parte sono sempre meno di moda. Anche se i laureati in questa disciplina trovano lavoro abbastI corsi di Scienze Politiche ormai da sei anni a questa parte sono sempre meno di moda. Anche se i laureati in questa disciplina trovano lavoro abbastanza agevolmente e contano stipendi superiori alla media degli altri neolaureati, gli iscritti ai corsi risultano essere inferiori di circa 4mila unità rispetto agli scorsi anni, e spesso la causa principale di questo calo va ricercata in un’ incertezza sul futuro professionale.
I numeri vengono fuori da un ultimo rapporto AlmaLaurea sul profilo di circa 4.300 studenti. In effetti, quella che utilizzando luoghi comuni è definita una laurea abbastanza facile e accessibile, per studenti fannulloni e…bla, bla, bla, sembra condurre a risultati non poco considerevoli. Una grossa percentuale ( circa l’ 80% ) dei laureati in Scienze politiche, infatti, a distanza di cinque anni dalla laurea trova sempre un impiego. I risultati della ricerca AlmaLaurea riguardo al futuro lavorativo dei laureati in Scienze Politiche, sono anche una rivincita nei confronti di tutti quelli che ritenevano l’ iter di studi troppo generico, facile e con sbocchi lavorativi poco gratificanti.
Sta di fatto però, che gli iscritti al corso di laurea da anni continuano a calare. Andrea Cammelli, che ha condotto l’ indagine di AlmaLaurea, non vede tuttavia il dato come qualcosa di negativo, e ritiene importante il fatto che gran parte degli studenti arrivi alla Laurea con almeno un’ esperienza lavorativa. Secondo Cammelli “ questo dato sarebbe un ottimo esempio del long life learning ”, di cui oggi si parla molto. Oggi l’ Università italiana non deve rivolgersi solo ai giovani diciannovenni, ma anche ad un pubblico adulto.
Ma sui dati della ricerca si sono espressi numerosi rettori delle facoltà di Scienze Politiche: Daniele Checchi ( Università di Milano ), Franca Alacevich ( Università di Firenze ), Gilberto Capano ( Forlì ) e Silvio Gambino hanno detto la loro. In generale i presidi delle facoltà di Scienze politiche in Italia vedono in questo calo di iscrizioni, un fenomeno in fondo normale. Specialmente in riferimento all’ incremento di iscrizioni in seguito alla riforma delle lauree triennali, era da aspettarsi un ritorno alla normalità. Unanime anche il giudizio relativo alla facilità del percorso di laurea: completare gli studi di Scienze politiche non è affatto facile, e lo dimostrano i voti finali. La media nazionale è 104/110.
C’ è poi addirittura chi è entusiasta del calo degli iscritti a Scienze politiche: il fenomeno condurrà in futuro ad una classe di laureati di maggior qualità.

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