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29 luglio 2008

No agli studenti lavoratori: il caso del Politecnico di Torino

Il caso ha dell’incredibile, eppure è successo davvero. La vittima: Eleonora Ferrarese, 24 anni, iscritta al terzo anno di Ingegneria delle TelIl caso ha dell’incredibile, eppure è successo davvero. La vittima: Eleonora Ferrarese, 24 anni, iscritta al terzo anno di Ingegneria delle Telecomunicazioni al Politecnico di Torino. Per mantenersi gli studi e la casa, Eleonora lavora in un’agenzia di moda a tempo pieno, lavoro che la conduce spesso fuori città, col risultato di non poter seguire molte lezioni. I programmi per i non frequentanti o sono pubblici e per tutti uguali oppure vengono concordati di volta in volta col professore. Il docente nel quale è incappata la povera Eleonora (il cui nome non è stato reso pubblico) di non frequentanti non vuole saperne. Ad aprile la studentessa lo contatta via mail chiedendo un programma e una bibliografia di riferimento per l’esame: il professore risponde con un mese e mezzo di ritardo dicendo che avrebbe messo alcune dispense on line, ma che le lezioni comunque erano importanti. Bella scoperta. In seguito ai ripetuti silenzi del docente, Eleonora fissa un colloquio per il 6 giugno. “La prima domanda è stata sul mio lavoro e alla mia risposta ha storto il naso. Mi ha detto che visto che non avevo seguito le lezioni, di fatto avevo scelto tra studio e lavoro e non potevo pretendere di sostenere l’esame come i frequentanti”, racconta Eleonora. Il professore la persuade a non presentarsi agli appelli del 30 giugno e del 18 luglio perchè, secondo lui, non avrebbe avuto le basi per sostenerlo. Ma Eleonora non si dà per vinta e si presenta allo scritto del 18 luglio, in seguito al quale gli viene detto che dovrà sostenere anche un esame orale. Scrive nuovamente al professore chiedendo un programma per non frequentanti e non riceve risposta. A quel punto decide di alzare la voce e rivolgersi al Garante degli studenti, Claudio Beccari, e al preside di Facoltà, ai quali inoltra le mail del professore che, su loro pressione, indica a Eleonora una bibliografia approssimativa e praticamente inutile. “Il professore ha sbagliato- afferma Beccari- ma non credo che l’abbia discriminata perchè lavoratrice. Piuttosto, essendo un esterno che arriva da Giurisprudenza, non conosce le dinamiche del nostro ateneo che prevedono una bibliografia chiara e a disposizione degli studenti”. Ma a Eleonora questi sette mesi non glieli restituisce nessuno: un colpo bruttissimo per una studentessa alla quale mancano solo quattro esami per laurearsi. “E’ certo che la ragazza è stata danneggiata”- aggiunge il Garante- “ e se il professore continua a rifiutarsi e se il preside riterrà che non è più in grado di soddisfare la qualità della didattica, si farà in modo che non gli venga rinnovato il contratto”. Troppi se e troppi futuri incerti. E intanto il tempo passa.

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