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4 luglio 2008

Sapienza: a settembre il nuovo Rettore sarà eletto col voto elettronico

Sono otto i candidati alla poltrona di Rettore della prima università romana che si sfideranno a colpi di clic. A settembre si all’Universit&agSono otto i candidati alla poltrona di Rettore della prima università romana che si sfideranno a colpi di clic. A settembre si all’Università la Sapienza si voterà per la prima volta con il sistema elettronico per eleggere il nuovo rettore dell’ateneo d’Europa. Centoquarantacinquemila studenti, 4.700 docenti, tra ordinari, associati e ricercatori e 5.000 tecnici e amministrativi, eleggeranno a colpi di clic, il successore del professor Renato Guarini, che non si candiderà per il triennio 2008-2012 a causa del superamento dei limiti di età. Già è tutto pronto per le votazioni, che si apriranno il 23 settembre, mentre già si sono candidati otto docenti: 1. il pro rettore vicario Luigi Frati, in passato più volte candidato, storico preside di Medicina I, da sempre grande elettore, che questa volta ha detto che la sua «sarà una candidatura vera e non di presenza»; 2. il docente di fisica e presidente dell’Ateneo federato di Scienze e tecnologia Guido Martinelli, che in ambienti universitari viene indicato come l’altro candidato, con Frati, con le migliori chance per succedere a Guarini, e che alle primarie svoltesi tra fine aprile e maggio ha ottenuto 180 voti, contro i 140 di Alberto Giuliani (Frati non si era presentato), terzo candidato, docente di statistica, già presidente dell’Istat; 4. Gianni Orlandi, anch’egli candidato in passato, già pro rettore e preside di Ingegneria; 5. Luigi Campanella, già in corsa in passato ed ex preside di Scienze; 6. Francesco Avallone, pro rettore delegato alle politiche del personale ed ex preside di psicologia; 7. Pietro Marietti, pro rettore delegato alle attività sociali e sportive; 8. Fabrizio Vestroni, preside di Ingegneria.
Il primo giorno di votazione è il 23 settembre. Nei primi tre turni per essere eletti a rettore basterà la maggioranza assoluta dei voti, alla quarta votazione si andrà al ballottaggio tra i due candidati con più suffragi. Le cabine elettroniche saranno allestite nella sala conferenze, che è stata ristrutturata, situata nel palazzo del rettorato. Ogni elettore avrà due password, una per accedere al sistema elettorale e un’altra per indicare la preferenza sulla schermata di un monitor dove appariranno i nominativi dei candidati, con la possibilità di esprimere anche una preferenza diversa. Si potrà anche optare per la scheda bianca. Le votazioni si svolgeranno dalle 8 alle 19. Nel giorno dell’eventuale ballottaggio dalle 8 alle 12. Per candidarsi bisognerà presentare alla commissione
elettorale da un minimo di 100 ad un massimo di 110 firme di aventi diritto al voto. L’elettorato attivo è formato da docenti di ruolo, fuori ruolo, ricercatori, ai rappresentanti studenteschi nel senato accademico e nel consiglio di amministrazione. Il voto del personale tecnico-amministrativo
sarà ponderato nella misura del 10% dell’elettorato rappresentato da professori e ricercatori, quello degli studenti eletti nei consigli di facoltà avrà un altro peso matematico. «Internazionalizzazione, meritocrazia e valutazione»: questi i tre punti del programma elettorale di Frati, 65 anni, senese, che alle scorse elezioni ha preso 1.250 voti. «Occorre internazionalizzare a tutti i livelli, nella ricerca e nella didattica, la nostra università – ha spiegato Frati – così come a tutti i livelli, dai docenti al personale tecnico e amministrativo e agli studenti, bisogna puntare sulla meritocrazia e sul sistema valutativo per migliorare la qualità della didattica e dell’offerta universitaria». “Patti formativi” con gli studenti, per metterli in grado di conoscere cosa offre ad essi l’università e quindi per sapere cosa potranno fare nel futuro, è uno dei punti del programma di Giuliani, 56 anni, napoletano. Un altro obiettivo è quello di investire nelle infrastrutture in particolare nella ricerca, capaci di attrarre risorse dalle imprese e dagli enti locali. Tenendo presente, ha precisato Giuliani, che La Sapienza è un’università di eccellenza, «un patrimonio ineguagliato in Italia nella didattica e nella ricerca».

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