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2 agosto 2008

UniCa: Missione archeologica in Turchia

Rende (Cs). Da quest’anno, con lettera del Ministero della Cultura e del Turismo, la Direzione scientifica della Missione archeologica italiana di KymRende (Cs). Da quest’anno, con lettera del Ministero della Cultura e del Turismo, la Direzione scientifica della Missione archeologica italiana di Kyme è stata affidata al prof. Antonio La Marca, del Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell’Università della Calabria, che può vantare così uno scavo di prestigio all’estero, al fine di continuare a riscrivere la storia di questa importante città, capitale dell’Eolide.
La Missione si avvale della collaborazione di studiosi e tecnici dell’Università della Calabria (Antonio Zumbo, Maurizio Paoletti, Stefania Mancuso, Gino Crisci, Anna Maria De Francesco) e di altre Università italiane con unità operative (Università di Catania, Milano, Napoli “Federico II”, Soprintendenza del mare della Sicilia) o di volta in volta di esperti e tecnici per singoli settori provenienti da Università e Musei italiani e turchi (Museo archeologico di Izmir, Università di Ankara e di Izmir, Centro di Restauro dell’Università di Ankara).
“Dopo oltre 25 anni di scavi – ha dichiarato il prof. Antonio La Marca – possiamo dire che la Missione e’ riuscita a far classificare quello di Kyme come “grande scavo”, dando alla Scienza un quadro ormai leggibile dello sviluppo della città, attiva, senza soluzione di continuità, dalla fondazione al tardo Medioevo, con fasi più o meno fortunate, tra cui splendide quella iniziale e quella ellenistica”.
“Tra le tante esplorazioni archeologiche in tutto il bacino del Mediterraneo, una delle più affascinanti e’ senza dubbio quella che sta portando alla luce i resti dell’antica città di Kyme (1150 a.C.) eolica, sulla costa occidentale dell’Asia Minore (attuale Turchia), nel golfo di Candarli. Qui, sulla riva del mare Egeo, a circa metà strada tra Izmir e Pergamo, precisamente a sei km a Sud della moderna cittadina di Allaga – ha concluso il prof. La Marca – giacciono le rovine di questa grande città, che nelle acque antistanti cela anche i resti di un grande porto: è ancora visibile un possente molo conservato assai bene a pochi centimetri sotto la superficie del mare”.

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