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27 agosto 2008

Università: stressati dai test d’ammissione

Settembre si avvicina e con lui i fatidici test d’ammissione all’università: le librerie vengono prese d’assalto per comprare volumi su volumi Settembre si avvicina e con lui i fatidici test d’ammissione all’università: le librerie vengono prese d’assalto per comprare volumi su volumi per esercitarsi sui quiz, l’estate sta finendo e l’ansia comincia a salire. Facoltà più ambita e ansiogena, alle solite, medicina. A un ragazzo fresco di maturità, i test universitari spesso appaiono come un ostacolo insormontabile. “Per gli studenti è più preoccupante affrontare il nuovo esame di ammissione all’università perché non sono abituati allo stress”, sostiene Tonino Cantelmi, docente di psicologia all’Università Gregoriana di Roma. E aggiunge: “Il nostro sistema scolastico non è competitivo come in altri paesi. In Giappone, il primo test d’ammissione si fa all’asilo. In Italia, la competizione manca fino alle superiori. Poi però accelera improvvisamente con i test di ingresso all’università”. È la scarsa conoscenza dei test a mettere ansia, ma anche la sfiducia che ormai imperversa nelle future matricole, soprattutto in seguito allo scandalo dei test truccati dello scorso anno. Il segreto per affrontare bene la prova è non prenderla come una prova di autovalutazione, cosa che porterebbe l’ansia a livelli insopportabili: condurre una vita sana e regolare nel periodo di studio e soprattutto prepararsi psicologicamente ad accettare un insuccesso. Di certo l’ansia non sparisce, ma viene incanalata in un modo costruttivo. E se si supera il test, il buon esito avrà causato stress, ma comunque uno stress positivo che vale la pena sopportare.

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