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7 settembre 2008

Oxford sperimenta il vaccino universale contro l’influenza

Un vaccino che faccia da scudo Un vaccino che faccia da scudo contro qualsiasi ceppo influenzale e i relativi sintomi. Un utopia per i ricercatori di tutto il mondo, almeno finora. Dall’università di Oxford fanno sapere che sta per iniziare la sperimentazione sull’uomo di un vaccino "universale" contro febbre e mal di gola: valido contro tutti i ceppi del virus e capace di proteggere per cinque anni di seguito. Russa, australiana o cinese che sia, l’influenza sembra avere i giorni contati, o quasi, visto che per terminare la sperimentazione, fanno sapere gli scienziati di Oxford, ci vorranno ancora una manciata d’anni.
Quello che rende ostile il ceppo influenzale è il suo continuo mutare che costringe ogni anno in autunno i laboratori di virologia ad isolare il microrganismo protagonista del contagio dell’inverno successivo. Sulla base di questi risultati si crea il vaccino ad hoc somministrato con campagne di vaccinazione ai soggetti deboli della popolazione (anziani e bambini soprattutto) e a quanti vogliono evitare il contagio. Uno prassi che ad ogni inverno si ripete puntuale.
L’università di Oxford ha deciso di cambiare strategia.
Con la tecnica attuale, il vaccino insegna alle nostre cellule immunitarie a riconoscere una proteina che si trova sull’involucro esterno del virus. Ma queste piccole protuberanze sono proprio l’elemento che varia ogni anno. Nella continua selezione naturale che caratterizza la vita nell’infinitamente piccolo, nuovi ceppi di bacilli subentrano continuamente ai vecchi. Le proteine che valevano l’inverno scorso sono diverse rispetto alla stagione che verrà.  A rimanere costante tra tutti i ceppi influenzali è invece una proteina che si trova all’interno del virus. E il nuovo vaccino "universale" insegna al sistema immunitario che proprio quella è la proteina da attaccare. Qualunque virus influenzale (aviaria inclusa), nel momento in cui si avvicinerà all’organismo, sarà attaccato dalle nostre cellule-soldato.
In campo scientifico la curiosità per la nuova sperimentazione si accompagna ad una buona dose di scetticismo nel ricordo di altre scoperte simili che, nonostante le buone premesse iniziali, si sono arenate nei vari livelli di verifica dell’efficacia. Non resta che aspettare.
 

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