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21 febbraio 2009

FACEBOOK-MANIA: Una moda o un segnale di cambiamento?

Provate a chiedere ad uno studente americano se ha mai sentito parlare di Facebook. Vi renderete conto di aver posto una domanda banale. È il social network statunitense che unisce, giovani studenti di oltre 2000 università americane.
Nato nel 2004 ad Harvard da un idea di Mark Zuckerberg è esploso in tutto il mondo, e di conseguenza anche in Italia dove si contano più di cinque milioni di iscritti.
Grazie a un restyling operato negli ultimi tempi, nonostante la pagina iniziale sia ancora un po’ spartana e poco accattivante, si capisce presto che Facebook rappresenta il luogo ideale per ritrovare contatti lontani nel tempo.
Non è raro essere cercati da compagni di scuola, di università, ex-fidanzati.
Ognuno ne fa la propria “rete” sociale con cui trascorrere il tempo libero e non solo. Si possono anche organizzare eventi, raccogliere adesioni, condividere foto, video.
Un incredibile passaparola intergenerazionale che ha calamitato l’interesse dei media, colpiti dai numeri di facebook – conta globalmente 110 milioni di utenti-. Non a caso il colosso Microsoft, ha deciso di acquistare recentemente una piccola quota del network.
Il successo è racchiuso tra i 42 milioni di pagine personali. Bisogna navigarci, per poi decidere se abbandonare il profilo al suo destino, o renderlo un diario di bordo da tenere sempre aggiornato. Dopo la prima fase di entusiasmo, prende corpo quella di assestamento, tranne che in alcuni casi di rigetto dovuti ai numerosi solleciti a cui si è sottoposti.
Sembra che l’amicizia, sia un valore da rispettare anche sul network: alcuni aggiungono solo gli amici che hanno conosciuto personalmente, altri invece, lo utilizzano per nuovi incontri.
C’è anche chi fa del social network, uno strumento per gestire i propri affari, pubblicando dati, sfruttando nuovi business, forme di marketing e management innovativi. C’è chi invece esplora nuovi orizzonti, senza porsi problemi di riservatezza, l’importante è tenere sotto controllo il materiale pubblicato, prima che sia troppo tardi, considerato che Facebook da quel momento ne acquista tutti i diritti.
Facebook rappresenta la chiave moderna, di quello che in passato definivamo “avere la propria pagina internet”. Anche la redazione di controcampus, ha ceduto di fronte alla tentazione di creare una pagina, un gruppo che raccogliesse tutti i fans della redazione.
 Ma anche Facebook come altri predecessori, è destinato ad un declino, per cedere il passo alla prossima moda. Nuovi mari da navigare. Per ora continua a far parlare di sé. E domani chissà… Buon viaggio a tutti, con l’augurio di non rimanere mai intrappolati nella rete.

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