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18 febbraio 2009

Top 200 delle università mondiali, c’è solo un’italiana

Le università italiane perdono terreno nelle classifiche internazionali. Nel World university rankings 2008, il nostro sistema universitario piLe università italiane perdono terreno nelle classifiche internazionali. Nel World university rankings 2008, il nostro sistema universitario piazza soltanto 7 atenei contro le 9 università italiane presenti nella top 400 dello scorso anno e quasi tutte piazzate meglio rispetto al 2008. La graduatoria, che mette in fila le migliori università del mondo,viene stilata annualmente dalla britannica The Times – Higher Education Supplement in collaborazione con QS (Quacquarelli Symonds) ed è alla sua quinta edizione. Secondo gli autori della classifica, al top dell’istruzione universitaria mondiale si piazzano Harvard, Yale, Oxford e Cambridge.
Gli atenei italiani fanno fatica a conquistare posizioni di rilievo e per trovarne uno bisogna scorrere l’elenco quasi fino alla duecentesima posizione. E’ l’ateneo statale di Bologna, che oggi si ritrova al 192° posto mentre nel 2007 era al 173° posto, la punta di diamante dell’istruzione universitaria italiana. Altre sei università (Roma-La Sapienza, il Politecnico di Milano, gli atenei di Padova, Pisa e Firenze e l’università Federico II di Napoli) rientrano nella top 400. Una sostanziale bocciatura che arriva d’oltremanica proprio mentre in Italia si parla di lotta agli sprechi e tagli ai finanziamenti pubblici. Per mettere in fila le 400 migliori università sparse nei cinque continenti sono stati presi in considerazione sei indicatori che puntano soprattutto sul livello qualitativo delle ricerche scientifiche condotte nei vari atenei e sulle opportunità di lavoro che si aprono agli studenti che riescono a laurearsi nelle più prestigiose università. Ma non solo: il punteggio complessivo attribuito alle prime 400 università prese in considerazione dipende anche dal giudizio di 6.354 accademici di livello internazionale e da 2.339 datori di lavoro del settore pubblico e privato sparsi in tutto il mondo. Per certificare quali sono le università che lavorano meglio infine è stata presa in esame anche la presenza di docenti e studenti stranieri, due parametri che dovrebbero indicare il livello di appetibilità all’estero degli atenei, il rapporto docenti/studenti e il numero di ricerche scientifiche più citate dai colleghi delle altre università. 

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