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11 marzo 2009

Il G8 delle Scienze a Lesmo nella futura università di Berlusconi

Prendete Lesmo, un piccolo paese di 7000 anime nel cuore della Brianza, ora in provincia di Milano ma presto nella costituenda provincia di Monza. PrePrendete Lesmo, un piccolo paese di 7000 anime nel cuore della Brianza, ora in provincia di Milano ma presto nella costituenda provincia di Monza. Prendete villa Gernetto, splendido edificio comprato dal gruppo Fininvest da Unicredit lo scorso anno per 35 milioni di euro. La notizia è che in questa villa nascerà, nelle intenzioni di Silvio Berlusconi, l’Università del pensiero liberale, un polo del sapere dove, sempre nelle intenzioni del Cavaliere,far tenere le lezioni ad ex Capi di Stato del calibro di Aznar, Bush, Gorbaciov e Clinton. Una dimora settecentesca, con cento stanze già predisposte per i futuri studenti, aula magna, 35 aule informatizzate e un parco di 380 ettari.
Per una testata come la nostra che si occupa di informazione universitaria già quanto detto fino a questo punto ha tutti i requisiti della notizia. Ma la nuova università del pensiero liberale non nascerà prima di settembre e allora la scelta di occuparcene fin d’ora è dovuta ad un altro evento ben più prossimo che la interesserà. La villa del Cavaliere in Brianza sarà infatti con tutta probabilità la sede del G8 delle Scienze. La decisione è stata comunicata direttamente da Palazzo Chigi attraverso il suo sito internet e il sito ufficiale della manifestazione. Il G8 delle Scienze e della tecnologia è uno dei dieci incontri collaterali al principale G8 della Maddalena. Insomma un pezzo di G8 si terrà in una villa privata di proprietà del premier italiano.
Un’anomalia che si accompagna all’amarezza di Lucca, la città Toscana in un primo tempo indicata come la località che doveva ospitare il summit della Scienza. Problemi di budget si è detto, Lucca dal punto di vista finanziario è troppo cara mentre a Lesmo i fondi impegnati sarebbero di natura privata.
Così il G8 delle Scienze si sposta in Brianza e i soldi privati che lo finanzieranno saranno pur sempre ben spesi per uno spot di prim’ordine per la futura nascita dell’università berlusconiana

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