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7 marzo 2009

In aumento le matricole italiane delle facoltà inglesi

Sono sempre di più gli Italiani che scelgono di andare in Inghilterra dopo la maturità: tra il 2008 e il 2009 le richieste sono aumentatSono sempre di più gli Italiani che scelgono di andare in Inghilterra dopo la maturità: tra il 2008 e il 2009 le richieste sono aumentate del 21% . I dati sono dell’Ucas, l’agenzia che si occupa della gestione delle domande di ammissione alle lauree di primo livello, i cosiddetti "undergraduate degrees". Gli italiani che hanno inviato le domande erano 958 nel 2008, sono 1.160 quest’anno. Certo meno dei francesi, che sono più di 2mila, o dei cinesi (3.641), ma è la percentuale di crescita che fa la differenza: solo 7,5% tra 2008 e 2009 per gli studenti del Paese del Dragone e 14,4% per la Francia. Oxford e Cambridge le mete più ambite, ma anche Brighton, Leicester, gli atenei di Londra. Domande inviate via email e uno scoglio immediato per superare la prima selezione: la conoscenza dell’inglese. Eppure la percentuale è in continuo aumento e si va ad aggiungere a quanti sono già impegnati oltre Manica in corsi di specializzazione, master e dottorati. Ma come si fa a diventare “fresher”, matricole, delle università inglesi? Bisogna innanzi tutto sapere che la scadenza per la consegna delle domande di ammissione è in genere il 15 gennaio, anche se alcune facoltà letterarie posticipano a marzo e altre, come medicina, ma anche i corsi di Oxford e Cambridge, anticipano a ottobre. Il sistema che smista le richieste è centralizzato: si fa tutto in rete, tramite il sito dell’Ucas (www.ucas.co.uk). Nel modulo di registrazione si inseriscono i dati personali, il curriculum di studio e si indicano le facoltà e le università per le quali si fa domanda (un massimo di cinque, ma in alcuni casi scende a quattro). Oltre alle informazioni personali, bisogna allegare anche il "reference", una lettera di presentazione del candidato scritta dall’insegnante di inglese e preferibilmente anche da un docente della materia scelta. Non basta: l’aspirante universitario deve inviare un "personal statement", una lettera alla commissione esaminatrice in cui illustra le proprie caratteristiche, le ragioni che lo spingono a fare domanda, le aspirazioni. E’ la così detta autopromozione, quasi sconosciuta in Italia ma ampiamente utilizzata per guadagnarsi un posto nelle università straniere. I costi non sono uniformi ma ben più abbordabili rispetto ad un anno fa: agli studenti Ue è richiesto molto meno rispetto a quelli che arrivano da Paesi non Ue ed la spesa massima si aggira intorno ai 3500 euro al quale andrà aggiunto il costo per mantenersi che varia, quello sì in maniera cospicua, a seconda di dove è ubicata l’università che si intende frequentare.

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