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21 aprile 2009

Gli studenti stranieri scelgono le università italiane

La notizia: tra il 2004 e il 2006 i corsi delle nostre università hanno attratto un 20% in più di studenti di altre nazionalità: La notizia: tra il 2004 e il 2006 i corsi delle nostre università hanno attratto un 20% in più di studenti di altre nazionalità: da 40 mila a 48 mila. Il 2006, per quanto riguarda la capacità del nostro sistema universitario di richiamare iscritti di altre nazionalità è stato un anno di svolta. Il numero dei giovani stranieri che hanno deciso di formarsi in Italia ha superato quello degli italiani che si sono iscritti ad un ateneo all’estero. La fonte: un’indagine sulle università italiane nel mercato globale dell’innovazione condotta da «Vision», un «pensatoio» indipendente che produce ricerche sociali e politiche. E’un’inversione di tendenza? Difficile dirlo ma per le nostre università, spesso bistrattate e quasi sempre relegate agli ultimi posti di qualsiasi classifica di merito mondiale, rappresenta finalmente un timido passo avanti. Nel 2004 il numero dei nostri ragazzi che emigravano per ragioni di studio superava di 4.251 unità quello degli stranieri che frequentavano le nostre università. In buona sostanza eravamo fuori dal novero dei Paesi sviluppati: nell’ Ocse solo l’Italia attirava meno studenti di quanti ne uscivano. Nel 2006 gli arrivi hanno oltrepassato di 8.501 unità le partenze. Numeri molto piccoli se si tiene conto di un flusso mondiale di due milioni e 700.000 studenti universitari che studiano all’estero e che “valgono” 30 miliardi di euro o se si guarda a quanto accade nel resto della vecchia Europa. Eppure qualcosa si muove e i nostri atenei sembrano riguadagnare appeal agli occhi stranieri. Nei primi dieci posti per la presenza di studenti stranieri (in rapporto agli iscritti) troviamo il Politecnico di Torino seguito da Bocconi, Trieste, Politecnico di Milano, Urbino, Bologna, Trento, Genova, Camerino, Brescia, Verona e Firenze. Le cifre che ci riguardano, seppur positive, restano comunque lontane anni luce da altre situazioni ben più consolidate: Il saldo tra studenti universitari stranieri in arrivo e in uscita (8.501 giovani immigrati nel 2006) è poca cosa se paragonato a quello degli Stati Uniti (535.492) ma anche in nostri competitori diretti sono ben lontani: Regno Unito (305.051), Germania (183.122), Francia (181.730), Belgio (35.469) o Spagna (24.138) vantano cifre ben più significative delle nostre. Queste nazioni contano su di una presenza costante di studenti stranieri del 10% a fronte del 2% italiano. Lingua, burocrazia e normativa sugli immigrati gli ostacoli principali a detta degli studenti stranieri già approdati nel Bel Paese. E se alcune facoltà si stanno già attrezzando con corsi ad hoc in lingua inglese per superare il primo scoglio per gli altri due bisognerà sperare in un’unità d’intenti tra governo e università con proposte che  favoriscano l’immigrazione di cervelli anziché fiaccarla.

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