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27 luglio 2009

A Trento c’è la migliore Università d’Italia

In relazione alle dinamiche del nuovo sistema di finanziamento delle Università statali messo in atto dal governo, atto a premiare gli
In relazione alle dinamiche del nuovo sistema di finanziamento delle Università statali messo in atto dal governo, atto a premiare gli istituti didattici più meritevoli e a penalizzare quelli che non rispondono agli standard di qualità stabiliti, l’Università degli Studi di Trento è risultata la migliore Università d’Italia, battendo Atenei storici come il Politecnico di Torino ed il Politecnico di Milano.
Questo primato varrà circa sei milioni in più di euro di contributi statali, oltre all’inevitabile pubblicità che senz’altro incrementerà l’afflusso di studenti presso la struttura tridentina.
Il magnifico Rettore, nella persona di Davide Bassi, ha commentato questa valutazione ringraziando ufficialmente tutti coloro grazie a cui è stato possibile raggiungere questo ottimo risultato, senza dimenticare di spendere parole di elogio anche nei confronti dei “colleghi rettori di AQUIS (l’Associazione per la Qualità delle Università Italiane Statali) che hanno fortemente sostenuto l’azione del Ministero Gelmini, volta ad assegnare il finanziamento FFO, tenendo conto dei risultati della didattica e della ricerca”.
I parametri con cui sono state valutate le Università italiane sono incentrate principalmente sulla qualità della ricerca e della didattica.
Per quanto concerne la ricerca, è stato tenuto conto della qualità misurata secondo gli standard internazionali (50%), del numero di ricercatori e docenti che hanno partecipato a progetti di ricerca valutati positivamente (20%) e della capacità di intercettare finanziamenti europei dedicati alla ricerca (30%).
Per quanto invece riguarda la didattica, si è tenuto conto della percentuale di laureati che trova un impiego entro 3 anni dal conseguimento del titolo accademico (20%), del numero di corsi organizzati dagli insegnanti di ruolo a supporto delle lezioni (20%), della quantità di studenti che si iscrivono al secondo anno con almeno i 2/3 degli esami del primo anno superati con successo (40%) ed infine della possibilità offerta dagli atenei agli studenti di valutare, attraverso questionari, la qualità dei corsi frequentati ed il conseguente livello di soddisfazione nei confronti delle strutture frequentate (20%).
Non possiamo che esser contenti del successo dell’Università di Trento, augurandoci per il futuro che una sana competizione tra gli Atenei porti (o riporti) a livelli di eccellenza anche quegli istituti che quest’anno non hanno raggiunto neppure la sufficienza.

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