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19 luglio 2009

Pisa: l’università realizzerà la banca dati degli atenei europei

La ricerca economica, nata in Italia, si aggiudica un ruolo importante in Europa nel dibattito sulla riforma delle università.
La Commissione Europea ha appena assegnato all’Ateneo di Pisa un contratto da 1,2 milioni di euro per produrre dati statistici sulle università di tutti i 27 Paesi membri e per studiare il sistema statistico da applicare in futuro. Pisa, dunque, coordinerà un gruppo di centri di ricerca in Austria, Germania, Norvegia e Svizzera, e una squadra di oltre 50 esperti e statistici da tutta Europa.
Il professor Andrea Bonaccorsi, coordinatore del progetto EUMIDA e ordinario di Economia e gestione delle imprese alla facoltà di Ingegneria di Pisa, spiega che oggi nessun governo europeo dispone di dati statistici sulla base dei quali impostare le politiche per le università e le riforme strutturali in modo comparabile con gli altri paesi. Ad esempio nessuno sa con certezza quante e quali siano le università ad alta intensità di ricerca in Europa. Soprattutto non esistono dati a livello delle singole università. È possibile confrontare la FIAT con tutti gli altri produttori di automobili europei, o Alitalia con le altre compagnie e dare un giudizio, ma non è possibile confrontare il Politecnico di Milano con l’Università Tecnica di Monaco o l’EPFL di Losanna. I governi, i giornali e le opinioni pubbliche dei paesi europei vanno in fibrillazione quando escono le classifiche mondiali delle università, ma pochi sanno che quelle classifiche sono piene di errori metodologici. Anche il dibattito politico e giornalistico in Italia è spesso affetto da grave carenza di informazioni: fanno scalpore le notizie di scandali e favoritismi, ma nessuno va veramente a verificare quali università italiane sono le migliori, in quali campi, con quali indicatori. La prospettiva comparativa con gli altri paesi europei è fondamentale. Per fare ciò urge la messa a punto di un sistema di comparazione comunitario e la ricerca pisana, in tale prospettiva, si mostra decisamente all’avanguardia.
Il professor Bonaccorsi ricorda, infatti, che l’università di Pisa, nell’ottenere il contratto, si è dovuta scontrare con una cordata composta dai principali centri di ricerca europei che producono dati bibliometrici. La vittoria non è stata affatto scontata. La chiave del successo è stata la prospettiva di ricerca esplorativa ad alto rischio che era già stata condotta nell’Ateneo pisano ed era culminata con la pubblicazione di un libro contenente l’analisi quantitativa delle università europee.
Oggi il progetto continua sulla stessa scia e si propone un risultato di tutto rispetto: costruire le basi di un futuro sistema statistico integrato a livello europeo. La ricerca include 27 paesi e, per ciascuno, raccoglie i dati su tutte le università. Comparabilità e trasparenza saranno fattori fondamentali per lo studente che avrà a disposizione un ventaglio di informazioni tali da permettergli libertà e autonomia nella scelta dell’ateneo.

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