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13 maggio 2010

Nuove rubriche, nuovi articoli…nuova redazione

“Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il resto è propaganda. Il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare testimonianza e, pertanto, essere molesto” (Horacio Verbitsky)

Controcampus nasce nell’ottobre 2001, con l’intento di proporsi quale periodico d’informazione universitaria, svincolato da qualsiasi etichetta o colore partitico. Il primo numero di 16 pagine in monocromia ha rappresentato un punto di partenza che ha reso possibile la concretizzazione di quell’intento.

Nato inizialmente come supporto cartaceo, vicino agli studenti ed alle istituzioni locali, ha avuto modo di diffondersi all’interno del Campus di Salerno, come il giornale degli studenti, che allo stesso tempo si sono trovati ad essere realizzatori e fruitori del prodotto.

Ben presto Controcampus ha sentito il bisogno di espandersi, e così nasce nel 2002, il portale www.controcampus.it, grazie al quale è stato possibile instaurare un rapporto con tutti gli Atenei nazionali, dando la possibilità a ragazzi di tutte le città italiane di scrivere e riportare le diverse esperienze e i diversi modi di vivere l’università. Nasce quindi una seconda redazione, che permette il quotidiano aggiornamento del portale, ricco di informazioni utili e non solo.

La più grande soddisfazione che la Redazione si sente di aver raggiunto non è tanto legata alla diffusione del giornale in tutte le università d’Italia, cosa sicuramente gratificante, ma la possibilità data ai tanti ragazzi che hanno voglia di avvicinarsi al mondo del giornalismo e della cultura, a testimonianza di come questa possa nascere anche da giovani menti contrariamente a quanto spesso si pensa.

Oggi Controcampus è il risultato di esperienze, di successi, ma anche di sbagli, spesso nati dal coraggio di rischiare, senza aver paura di essere giudicati e di dire ciò che davvero conta.

“Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il resto è propaganda. Il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare testimonianza e, pertanto, essere molesto”. (Horacio Verbitsky)

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