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8 giugno 2010

Alla ricerca dell’Unità perduta

Dalla potenza all'atto L'Italia dopo l'Italia

Accomunati dalle note dell’inno di Mameli che unisce i cuori di tutti gli Italiani richiamando uno spirito di Unità Nazionale che sembra magicamente risvegliarsi nelle grandi occasioni destando dal torpore tutti coloro che, per un motivo o un altro, lo rinchiudono in un sonno senza tempo.

Unità Italiana

Unità Italiana

L’imminente inizio dei Mondiali di Calcio rimanda proprio a pensieri di questo genere, ampliando il raggio d’azione di riflessioni che, forse, campeggiano in ciascuno di noi senza mai esprimerle nella loro totalità.

È il primo Mondiale di calcio organizzato in un Paese del Continente Nero, Il Sud Africa, laddove gran parte della popolazione ha il colore della pelle bianca. Un segnale forte anche questo, che l’organizzazione mondiale dello sport statisticamente più seguito al mondo ha voluto lanciare per rendere concreto e tangibile il sostegno e la vicinanza a una terra che, nell’immaginario collettivo, viene indicata come la più “povera” del pianeta.

Anche se non è così. Ebbene si, perché l’Africa ha ricchezze naturali, paesaggi incontaminati, una popolazione accogliente, allegra, ancorata alle radici di quella che rappresenta un po’ la culla della civiltà agli albori della nascita e dello sviluppo della società civile. Un grande senso di appartenenza e, appunto, di Unità.

Molto spesso ci si dimentica di questo aspetto. Forse, anche senza accorgercene si sedimentano nell’essere umano contrasti, odio, rancori verso altri essere umani, a volte appartenenti addirittura a uno stesso territorio di provenienza. Si sta raccontando di cose già sapute. Di cose che fanno parte della storia del mondo, dell’umanità.

Ma spingendo un po’ la nostra riflessione oltre il confine tracciato dalla nostra natura, proviamo a spostarci in un contesto più vicino a noi, alle nostre realtà quotidiane. E anche qui non mancano occasioni di scontri, di astio, di invidie verso nostri concittadini, nostri amici o parenti.

Capita nell’ambito lavorativo, nelle questioni sentimentali, in quelle familiari, finanche nei momenti di svago (riprendendo l’esempio del calcio classici sono gli scontri tra tifoserie), laddove, invece, la mente dovrebbe trovare la giusta rilassatezza distensiva.

Tutto questo perché? Cosa ci spinge, a volte, ad assumere atteggiamenti contrari all’Unità, all’Armonia di vivere momenti di concordia o intesa personali e interpersonali?
Lasciamo il quesito agli esperti del settore sociologico.

Ciò che preme sottolineare in questa analisi è la necessità di provare a ritrovare quel senso di unione che sembra essersi smarrito dietro la cortina di interessi sempre crescenti, quegli stessi interessi che, rapportati su scala mondiale, hanno causato, e causano a tutt’oggi, l’abbandono e la dimenticanza di Paesi ricchi come l’Africa, fatti diventare “poveri” da una crescente e contagiosa cupidigia.

Quale occasione migliore dei Mondiali di Calcio per riflettere su questi aspetti, per risvegliare le coscienze, per far capire al mondo intero che gli spettatori che si recheranno negli stadi sudafricani non vanno solo per sostenere e incitare i propri beniamini, ma per dimostrare ai milioni di telespettatori incollati agli schermi presenti nelle case o nelle piazze che le Nazioni del mondo sono Unite e si incontrano in occasione di questo memorabile evento storico per rilanciare l’unità e il senso di appartenenza a un’unica grande famiglia.

Ognuno con i colori della propria bandiera, ognuno con la propria storia, tradizioni e cultura, ognuno con il proprio bagaglio di esperienze personali e morali, ognuno per se e ognuno per tutti.

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