Sport e diabete: come fare e cosa fare, consigli dell’esperto dialettologo

Redazione Controcampus 1 Giugno 2010

Ecco come sport e diabete possono stare insieme: consigli dell'esperto dialettologo per chi è diabetico, quanto sport fare e come farlo!Le cause cardiovascolari sono responsabili del 70% delle morti nei pazienti diabetici.

Nella popolazione generale, la incidenza della malattia coronarica è in riduzione; nei maschi diabetici questa riduzione appare meno marcata mentre nelle donne diabetiche la incidenza sta incrementando. Il diabete è un fattore di rischio indipendente per eventi cardiovascolari nel follow-up della popolazione generale.

Un grosso studio epidemiologico UKPDS condotto su 3055 pazienti con diabete mellito di tipo 2 di nuova diagnosi ha confermato che i principali fattori di rischio di cardiopatia ischemica sono :

  • le aumentate concentrazioni di colesterolo LDL
  • I bassi valori di colesterolo HDL
  • L’aumento della pressione arteriosa sistolica
  • L’iperglicemia
  • L’abitudine al fumo
  • Obesità (in particolare quella addominale)

Di fronte ad un quadro metabolico cosi poliedrico le misure da attuare possono sembrare complesse, invece non è così.

Sport e diabete comporta un cambiamento dello stile di vita, una corretta alimentazione e l’attività fisica possono modificare di molto tutti i fattori di rischio che conducono al diabete ed alle complicanze cardiovascolari.

Tra questi, assume particolare importanza il ruolo dell’attività fisica aerobica nella prevenzione del diabete mellito di tipo 2 e di conseguenza di tutti i fattori di rischio cardiovascolari.

Numerosi studi hanno dimostrato che l’attività fisica regolare riduce di circa il 60% l’incidenza di nuovi casi di diabete mellito di tipo 2 specialmente in associazione ad un sano regime alimentare che per noi campani non dovrebbe essere difficile attuare perché si è visto che quella mediterranea ossia la dieta dei nostri padri e nonni è la più salutare.

L’evidenza medica ci permette di affermare che un cambiamento dello stile di vita che includa una attività fisica aerobica di almeno circa 20-30 minuti al giorno o 150 minuti alla settimana riduce di circa il 60% l’incidenza del diabete mellito di tipo 2. Abbiamo quindi un’arma efficace per arrestare o rallentare l’epidemia diabete prevista per i prossimi decenni.

L’attività sportiva nelle malattie metaboliche e cardiovascolari assume una importanza oltre che di tipo medico anche sociale questo perché aiuta a prevenire le complicanze della malattia cardiovascolare riducendo così i costi sociali.

Trattare tutti gli aspetti dell’attività motoria nei vari tipi di diabete e nelle diverse età della vita risulta molto gravoso per un articolo che vuole dare un messaggio scientifico sull’importanza e sulla necessita del movimento che nell’attuale società e sempre meno praticato, a cominciare dai bambini.
E’ utile ricordare che in Campania è presente il più alto numero di bambini obesi o in sovra-peso d’Italia.

Vorrei in questa prima parte affrontare il problema dell’attività motoria nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 e con un’età superiore ai 50 anni.

In questi soggetti, è più difficile far praticare esercizio fisico sia per motivi psicologici che familiari che di organizzazione sociale.

Un adeguato colloquio con il diabetologo e la presa incarico da parte del team rappresenta un momento essenziale per far superare al paziente, generalmente depresso, quello stato di abbandono e di inerzia che lo porta all’inattività.

Quali attività sono preferibili nell’anziano che vuole conciliare sport e diabete? Per i soggetti da anni abituati ad uno stile di vita sedentario e consigliabile iniziare semplicemente a camminare e solo dopo aver acquisito un minimo grado di allenamento passare ad altre attività: la camminata sportiva,il ciclismo a bassa velocità o la cyclette o attività di mobilizzazione articolare da svolgere in palestra sotto il controllo di un esperto in fitness metabolico.

La progressività dell’allenamento consente la capacità di utilizzare gli acidi grassi liberi (FFA) durante l’esercizio fisico; in tal modo la massa grassa viene ad essere sostituita da massa magra che ristabilisce il normale rapporto tra tessuto adiposo e muscolare. In tal modo c’è un miglioramento di tutti i parametri metabolici quali la glicemia .la colesterolemia e la sensibilità insulinica

Sport e diabete: consigli pratici sulle modalità di svolgimento dell’esercizio fisico

Il momento dell’esercizio fisico rispetto al pasto. Sconsigliabile iniziare un’attività a digiuno per il rischio di crisi ipoglicemiche che nell’ anziano sono pericolose.

Occorre una colazione leggera oppure è preferibile iniziare l’attività tre ore dopo il pranzo, ponendo particolare attenzione all’assunzione dei farmaci ipoglicemizzanti che dovrebbero essere ridotti del 50%. Come nel caso delle sulfaniluree o della insulina regolare o lenta, sia nella fase precedente che seguente l’attività fisica. In caso di terapia con insulina ultrarapida (Lispro o Aspart) è opportuno ridurre del 30% la dose in considerazione della breve durata d’azione della stessa.

Se l’esercizio fisico supera l’ora il soggetto anziano deve innanzi tutto praticare il controllo della glicemia e integrare con 50 gr di glucosio sotto qualsiasi forma ma preferibilmente come alimenti ricchi di fibra in grado di rilasciare lentamente i carboidrati.

In una persona che deve affrontare un esercizio fisico moderato superiore ad un ora un metodo semplice potrebbe essere questo :

  • 40 grammi di glucosio all’inizio della attività se la glicemia è minore di 140mg/dl
  • 10-15 grammi se la glicemia è tra 140 e 179 mg/dl per poi reintegrare con 10-15 gr. ogni ora
  • Per valori di glicemia compresa tra 180 e 250 mg/dl non occorre alcuna assunzione di carboidrati
    Per valori superiori ai 250mg/dl è meglio che la persona eviti l’esercizio fisico specie se è presente acetonuria.

Altro elemento a cui prestare attenzione nel conciliare sport e diabete è l’uso dei calzini e delle scarpe per evitare sfregamenti della pelle e formazione di bolle che possono essere causa di ulcere anche perchè nella persona anziana più sono presenti rispetto al giovane le deformazioni del piede.

Sport e diabete in un anziano: prima di sottoporsi ad un programma di esercizio fisico controllato deve sottoporsi ad uno screening sulle complicanze e ad un esame dell’apparato cardiovascolare abbastanza accurato per minimizzare i rischi a cui può andare incontro per un esercizio fisico inappropriato.

Sport e diabete: cosa fare e come farlo, quali esercizi per chi ha il diabete

A. Sport e diabete per l’individuo

1. Sport e diabete – Fisiologici

I. Benefici immediati:
a. Glicemia: L’attività fisica aiuta a regolare i livelli ematici di glucosio
b. Attività catecolaminica: I livelli di adrenalina e noradrenalina sono stimolati dall’attività fisica.
c. Sonno: È stato riportato che l’attività fisica migliora la qualità e la quantità del sonno in individui di tutte le età.

II. Effetti a lungo termine:
a. Resistenza aerobica/cardiovascolare: sostanziali miglioramenti in quasi tutti gli aspetti della funzione cardiovascolare sono stati osservati dopo un appropriato allenamento fisico.
b. Resistenza e potenziamento muscolare: Individui di tutte le età possono trarre beneficio da esercizi di rafforzamento muscolare. L’allenamento di forza resistente può avere un significativo impatto sul mantenimento dell’autosufficienza nell’anziano
c. Flessibilità: l’esercizio fisico aiuta a preservare e a ripristinare la flessibilità
d. Equilibrio/coordinazione: una regolare attività aiuta a prevenire e/o a ritardare la diminuzione dell’equilibrio e del coordinamento legata all’età che rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio di caduta.
e. Velocità di movimento: una caratteristica dell’invecchiamento è il rallentamento funzionale. Attraverso una regolare attività fisica è possibile posticipare tale inconveniente

2. Sport e diabete – Psicologici

I.Benefici immediati:
a. Rilassamento: una appropriata attività fisica favorisce il rilassamento
b. Riduzione dello stress e dell’ansia: è dimostrato che un’attività fisica regolare può ridurre stress ed ansia
c. Miglioramento dell’umore: molte persone riferiscono un miglioramento dell’umore dopo una appropriata attività fisica.
II. Effetti a lungo termine:
a. Benessere generale: Incrementi in quasi tutti gli aspetti delle funzioni psicologiche sono state osservate dopo periodi prolungati di attività fisica
b. Migliore salute mentale: L’esercizio fisico regolare può portare un contributo rilevante al trattamento di numerose malattie mentali comprese la depressione e le nevrosi
c. Incrementi cognitivi: L’attività fisica regolare può aiutare a ritardare il declino correlato all’età della velocità del Sistema Nervoso Centrale e migliorare il tempo di reazione
d. Controllo e prestazioni motorie: L’attività regolare aiuta a prevenire e/o a ritardare il declino associato all’età nelle prestazioni motorie fini e grossolane
e. Acquisizione abilità motorie: Nuove abilità possono essere imparate ed abilità esistenti possono essere affinate da tutti gli individui senza limiti di età.

B. Per la società lo sport e diabete
I. Ridotti costi di assistenza sanitaria e sociale: l’inattività fisica e la vita sedentaria contribuiscono alla diminuzione dell’indipendenza e all’insorgenza di molte malattie croniche. Uno stile di vita fisicamente attivo può aiutare a ritardare l’insorgenza della disabilità fisica e della malattia riducendo conseguentemente in misura significativa i costi dell’assistenza sociale e sanitaria.
II. Aumento della produttività degli anziani: le persone anziane sono in grado di offrire un rilevante contributo alla società. Uno stile di vita attivo aiuta gli anziani a mantenere un’indipendenza funzionale ed a ottimizzare l’entità del contributo che essi sono capaci di apportare alla società.
III. Promozione di una immagine dell’anziano positiva ed attiva: Una società che promuove uno stile di vita attivo per gli anziani raccoglierà più facilmente i benefici della ricchezza di esperienza e saggezza propria degli anziani nella comunità.

3. Sport e diabete – Sociali

I. Benefici immediati

a. Rafforzamento degli individui anziani: Una grande percentuale della popolazione anziana adotta gradualmente uno stile di vita sedentario che con il tempo costituisce una minaccia di riduzione dell’indipendenza e dell’autosufficienza. La partecipazione a corsi appropriati di attività fisica può aiutare a rafforzare gli individui anziani e assisterli nel assumere un ruolo più attivo nella società.

b. Aumentata integrazione sociale: I programmi di attività fisica, particolarmente quando sono realizzati in piccoli gruppi e/o in ambito sociale, aumentano le interazioni sociale e interculturali per molti anziani.

II. Effetti a lungo termine:
a. Aumentata integrazione: chi svolge una regolare attività fisica difficilmente tende a chiudersi in se stesso e più propenso, invece, alla partecipazione attiva alle attività sociali
b. Formazione di nuove amicizie: la partecipazione all’attività fisica, specialmente se svolta in piccoli gruppi o altri contesti sociali, offre l’opportunità di nuove amicizie e conoscenze
c. Ampliamento dei rapporti sociali: l’attività fisica offre l’opportunità di ampliare la propria rete sociale
d. Mantenimento del ruolo ed acquisizione di nuovi ruoli: uno stile di vita attivo dal punto di vista fisico spinge a frequentare ambienti stimolanti necessari per mantenere un ruolo attivo nella società e ad acquisire nuovi ruoli positivi.
e. Aumento delle attività intergenerazionali: in molte società l’attività fisica offre l’opportunità di contatti intergenerazionali diminuendo così la percezione stereotipata dell’invecchiamento.

Dott. Pasqualino Calatola – Diabetologo

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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto