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20 luglio 2010

Dimmi come ti chiami … e ti dirò chi sei!

‘L’importanza dei nomi nasce dall’idea che le persone si fanno di noi’, dichiara il professor James Burning, dell’Università dell’Ohio. E, benché giudicare una persona in base al proprio nome possa sembrare ingiusto, noi stessi lo facciamo quando ci troviamo di fronte ad una decisione da prendere. Il professor Burning nota, ad esempio, che le persone con nomi orientali siano ritenute brave in matematica, perciò un datore di lavoro in cerca di un programmatore da assumere potrebbe mettere una candidatura in cima alla lista se dovesse leggere un nome cinese sul curriculum.

Ma i nomi non rivelano soltanto il nostro ambiente etnico: il professor Burning è infatti convinto che siamo portati ad associare dei nomi particolari a delle specifiche abilità lavorative. ‘Chi potrebbe essere un giocatore di football migliore’, si chiede, ‘tra uno che si chiama Francis e uno che si chiama Percival?’. Questi stereotipi, nostri e degli altri, potrebbero dimostrare il motivo per cui alcune persone sembrano aver scelto delle occupazioni che si adattano perfettamente al loro nome, un fenomeno chiamato ‘determinismo nominativo’. Il campione del mondo di velocità, Usain Bolt (‘bolt’ significa infatti ‘fulmine’,’lampo’), è l’esempio vivente di un ipotetico ‘Sig. Panino, il panettiere’.

Nei nomi, dunque, sembra nascondersi il segreto del successo. Nel 2006, gli economisti americani hanno osservato il legame tra i soprannomi e la predisposizione accademica, notando come quelli che iniziano con una delle prime lettere dell’alfabeto siano molto più portati a lavorare in prestigiose università, o magari a vincere il premio Nobel. Questa ‘discriminazione alfabetica’ è dovuta, probabilmente, al fatto che gli autori delle pubblicazioni accademiche siano spesso elencati in ordine alfabetico. Perciò, come nota il professor Richard Wiseman, dell’Università di Hertfordshire, ‘siamo abituati a considerare i nomi in cima ad una lista come i più importanti’.

Sia che si tratti del registro scolastico o di un colloquio di lavoro, le persone con questa caratteristica nel nome sono abituati ad arrivare per prime. Per dimostrare questa teoria, Wiseman ha invitato i lettori del Telegraph a valutare quanto successo, secondo loro, abbiano raggiunto in determinati aspetti della loro vita – carriera, finanze, salute e ‘vita in generale’. i risultati, combinati con dei parametri generali del successo, hanno dimostrato che ‘più si scende nell’alfabeto con la lettera iniziale del cognome, e meno probabilità ci sono di avere successo’.

I nomi possono anche condizionare il successo con l’altro sesso. In un altro esperimento sui nomi del professor Wiseman, è stato chiesto a 6 000 inglesi di elencare i 40 nomi propri più popolari in base a varie qualità, tra cui il fascino, la fortuna ed il successo. ‘per intelligenza e successo, i nomi della famiglia reale vengono per primi – i vari Giacomo ed Elisabetta’, dichiara Wiseman. ‘Questa è una di quelle profezie di autocompiacimento: se hai un nome che suona intelligente o affascinante, allora potresti essere trattato in maniera differente, o comportarti in modo diverso’.

Perché alcuni nomi siano considerati più attraenti non si sa ancora con precisione, ma un’ipotesi è che essi possano rappresentare sottili indizi di mascolinità o femminilità. E se un nome suona infantile, influisce anche sul successo scolastico, secondo il professor David Figlio, docente di economia alla Northwestern University dell’Illinois. ‘Alcuni nomi, come Ashley, sono nati come nomi da maschi, ma al giorno d’oggi sono popolari nomi di donne’, ha dichiarato Figlio, che ha studiato le conseguenze sociali dei nomi. Il suo lavoro ha dimostrato che i ragazzi con nomi androgini tendono a comportarsi male e diventano indisciplinati non appena raggiungono la scuola superiore. ‘Un ragazzo di nome Ashley viene preso in giro e si sente più chiuso in se stesso, soprattutto se nella stessa classe c’è una ragazza con lo stesso nome. E porta con sé questa sua chiusura, anche nei risultati scolastici’.

‘I genitori dovrebbero dare al proprio figlio il nome che preferiscono, ma devono tener presente che anche i nomi hanno delle conseguenze’, ha dichiarato Figlio. ‘Il nome è quindi una garanzia di successo? Ovviamente no. Ma un nome può rendere la vita un po’ meno difficile? Certo che sì’.

Rocco De Leo

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