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21 ottobre 2010

Via al Progetto Donne & Lavoro

Presentato all’Università di Catania il progetto di imprenditoria sociale in rosa che “premia” tre idee con 300 mila euro a fondo perduto. La presentazione dei progetti entro il 15 gennaio 2011. Cof, Capitt e Cpo dell’ateneo a disposizione per orientare le candidate e redigere i business plan
«Non tutte le donne hanno la possibilità di trovare facilmente un impiego, in Italia lavora solo una donna su due (il 46,3% della popolazione femminile, sette milioni le donne in età lavorativa che sono fuori dal mercato), se succede, avviene di più al Nord (al Sud il tasso di occupazione è pari al 34,7% cento). Chi lavora, poi, guadagna meno dei colleghi maschi: in Italia la differenza si aggira mediamente intorno al 23,3%, come se l’essere donna implicitamente portasse con sé un “conflitto di interessi” imputabile al desiderio di diventare un giorno madri».

Ha esordito ricordando questi dati il presidente del Centro Orientamento e Formazione dell’Università di Catania, Vincenzo Perciavalle, che questa mattina ha aperto la giornata di presentazione al pubblico catanese del progetto “Donne&Lavoro”, l’iniziativa del settimanale Donna Moderna e della Fondazione Vodafone Italia che premia con 100 mila euro ciascuno, a fondo perduto, le tre migliori idee di impresa sociale al femminile.

«Un ritardo di opportunità – ha proseguito Perciavalle – che determina, inspiegabilmente, una perdita della presenza femminile ai vertici della società. Eppure oggi le studentesse iscritte all’università sono la maggioranza, questi numeri si assottigliano però a mano a mano che si risale la scala dei ruoli accademici: poche le ricercatrici, pochissime le docenti, figuriamoci le donne rettore. Ben vengano quindi queste iniziative che creano opportunità per tutte quelle donne che hanno dei progetti da realizzare e che vertono su una delle tre “anime” dell’iniziativa».

Le tre anime, ovvero gli “ambiti di partecipazione” al progetto sono solidarietà, web e conciliazione casa e lavoro. «Poiché l’idea di fondo sottesa alla nostra iniziativa – ha spiegato il vicedirettore del settimanale di Mondadori Giancarlo D’Adda – non è soltanto quella di supportare le donne, ma anche di creare le condizioni affinché le stesse donne siano di aiuto agli altri e affinché le idee vincenti si possano moltiplicare, le direttrici di intervento lungo le quali si muove il nostro progetto sono di ampio respiro: “Diamoci una mano”, si tratta di progetti imprenditoriali che favoriscono l’inserimento lavorativo di donne che hanno subito violenze o che vivono situazioni di disagio socio-economico (partecipazione aperta senza limiti d’età); “Mettiamoci in Rete”, ovvero progetti legati al mondo di Internet o delle telecomunicazioni (partecipazione aperta a donne di età non superiore ai 30 anni, laureande o neolaureate); e “Organizziamoci al meglio”, progetti, cioè, che favoriscano una migliore gestione e conciliazione delle esigenze lavorative e familiari nella vita quotidiana delle donne (senza limiti d’età)».

«Finalmente un’iniziativa concreta per le pari opportunità – ha commentato la presidente del Comitato universitario Rosa Maria Monastra – che dimostra una grande sensibilità anche nei confronti del problema della conciliazione. Speriamo nella risposta pronta delle nostre laureate».

«Se l’Università di Catania ha accettato l’invito di ospitare questa giornata – ha chiarito il presidente del Capitt (Centro per l’aggiornamento delle professioni e per l’innovazione ed il trasferimento tecnologico), Giuseppe Speciale – è perché avverte la responsabilità di far emergere il valore sociale e non solo economico che il fare impresa dovrebbe avere come scopo intrinseco. Le imprese, e non solo quelle “sociali”, se sono sane, fanno crescere e migliorare la società, per questo supporteremo le idee che proverranno dalle nostre laureate. I centri di servizio d’ateneo (Cof, Cpo e Capitt) saranno infatti a disposizione per orientare e supportare anche nella redazione del business plan d’impresa chi ne facesse richiesta. Riteniamo infatti – ha aggiunto Speciale – che sottrarre alla società l’energia, la fantasia, lo spirito organizzativo delle donne impoverisce la società, allo stesso modo, anche sottrarre alla famiglia queste qualità è sbagliato, per questo occorre che tutti lavoriamo per trovare il giusto equilibrio. Perché una famiglia equilibrata, sebbene a molti sembri anacronistico, contribuisce a produrre una società altrettanto equilibrata».

È proprio su questo “peso sociale” che ha deciso di lavorare anche la Fondazione Vodafone Italia. «Abbiamo scelto di investire in un progetto che premia le tre start-up al femminile che meglio sapranno coniugare innovazione imprenditoriale e impatto sociale sulle donne – ha chiarito Giulia Carrera, project manager di “Donne&Lavoro” – perché proprio le donne, che sono spesso al centro del disagio sociale, hanno anche una straordinaria capacità di reagire alle difficoltà». Vodafone Italia è infatti una fondazione d’impresa che opera dal 2002 investendo risorse finanziarie, manageriali e tecnologiche per affrontare situazioni di bisogno sociale, sostenendo progetti presentati da organizzazioni non profit. In questi anni la Fondazione ha erogato 48 milioni di euro per circa 300 progetti rivolti al disagio sociale, con particolare attenzione alle periferie urbane, ai minori, agli immigrati e agli anziani.

Scheda / Modalità di partecipazione

Le domande di iscrizione potranno essere inviate fino alle ore 24 del 15 gennaio 2011. Per presentare la domanda di finanziamento è necessario scaricare il bando dal sito www.progettodonnelavoro.it, la domanda di finanziamento e il piano finanziario, registrare i propri dati e inoltrare sempre via web i moduli compilati.
È richiesto anche l’invio della copia cartacea e degli allegati all’indirizzo: Fondazione Vodafone Italia, Piazza SS. Apostoli, 81 00187 Roma. Possono presentare domanda per le attività d’impresa tutte le donne che intendano realizzare un’attività con finalità di solidarietà o utilità sociale residenti in Italia in maniera stabile.

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