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5 gennaio 2011

Pasto mordi e fuggi: bisogna saper scegliere

Una delle abitudini alimentari che spesso e volentieri caratterizza le giornate infrasettimanali di molte persone, è la cosiddetta alimentazione mordi e fuggi.

All’università, in ufficio, ed in tante altre situazioni lavorative, infatti, non avendo la possibilità ed il tempo di ritornare a casa, diventa quasi una necessità consumare il pranzo in pochi minuti. E se c’è chi ha la comodità o sceglie di usufruire di una mensa, c’è anche chi è costretto a rivolgersi ai distributori automatici o magari al bar.

Ad ogni modo, l’importante in tutti questi casi elencati è il saper scegliere. Per chi pranza a mensa, la regola d’oro consiste nel tentare di variare con regolarità i menù scelti. In questo modo la dieta non sarà monotona, ma soprattutto sarà più facile assicurarsi il giusto apporto dei nutrienti necessari.

Carne rossa e bianca, ad esempio, possono essere alternate non solo tra di loro, ma anche con pesce, legumi e uova ; se la linea preoccupa è buona regola consumare come prima portata una porzione di verdura condita con un filo d’olio extravergine di oliva. La presenza della fibra (ad esempio un piatto di pasta al pomodoro, con legumi o con zucchine) aumenta notevolmente il potere saziante, evitando dunque di esagerare. Gli stessi criteri valgono per la scelta del panino, che rappresenta soprattutto tra gli studenti l’unica portata per il pasto.

Un panino integrale sazierà più a lungo, tanto più se ad un affettato, preferibilmente magro, si associa qualche foglia di lattuga piuttosto che il formaggio. Attenzione ai panini o ai tramezzini già pronti e provenienti dai distributori : il consiglio è di assicurarsi che non contengano strutto e grassi vegetali idrogenati.

Per i frequentatori di bar e fast-food invece la raccomandazione è di scegliere pizze poco condite (meno caloriche) ed evitare pietanze fritte e salse varie. Circa le bevande, meglio se queste ultime non sono alcoliche o gassate.

In generale, qualunque sia il pasto consumato fuori casa, è buona norma imporre a se stessi di non consumarlo in fretta con l’ansia di tornare il prima possibile a lavoro o agli studi ; lo stress derivante da tale atteggiamento renderà difficile la digestione, abbassando di conseguenza anche la soglia di concentrazione.

Dott. Andrea Cioffi

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