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19 gennaio 2011

Vinicio Capossela

Dopo due anni dal suo ultimo lavoro ”Da solo” ritorna con un nuovo album l’eclettico cantautore Vinicio Capossela che si caratterizza per esilità e delicatezza, tristezza di canti solitari e parole sussurrate, filastrocche ossessive, scatenamenti euforici da festa paesana e nostalgia di non si sa che cosa, forse di un passato che non si è avuto.

Le registrazioni dei brani del disco sono state effettuate in posti unici e un po’ isolati, vicino al mare e circondati da paesaggi meravigliosi. Una delle location è stata Ischia dove ha registrato all’interno del maestoso castello Aragonese suonando un pianoforte Seiler a coda lunga degli anni trenta.

Questa particolare scelta è servita al cantautore come ispirazione per un album che si annuncia altamente sperimentale, colmo di riferimenti letterari e poetici che vanno da Omero a Dante, da Melville a Conrad. Il timbro magico di Vinicio è sempre evidente, ma arricchito anche da queste nuove sperimentazioni.

“Abbiamo voluto registrare il pianoforte e la voce nel Castello Aragonese – racconta Capossela – perché è un luogo di ascesi, in cui sperimentare l’isolamento da altezza. Stare tra lo stridio dei gabbiani e gli spettri del mare. Una volta chiuso il ponte levatoio alle spalle, la volta celeste ci ruota addosso attraverso le occhiate delle rovine della cattedrale aperte in alto. Ci si muove nel cielo rimanendo fermi, come in un planetario. In sottofondo il rumore del mare, come un basso continuo.” E continua dicendo – “La letteratura di mare è quella che espone di più l’uomo al contatto col suo destino, un mare di carta in cui ritrovare indicazioni utili alla rotta della nostra vita.”

Capossela parla di questa produzione come di un viaggio alla scoperta dei suoni e dei mestieri, affermando – “Così è iniziato anche il nostro viaggio. Come in un romanzo a tre gambe: un vecchio pianoforte proveniente dalla mitteleuropa e il suo accordatore, Egidio Galvan, un ingegnere del suono e produttore, Taketo Gohara, e un maestro orchestratore, Stefano Nanni.” – e continua – “Con questa piccola barchetta e questa compagnia ‘piccio’la’, ha avuto inizio la nostra navigazione che ci condurrà fino a Creta sotto il monte Ida, fino all’ecotrofio dei lamenti di Psarantonis, lo Zeus con la lira.”

E proprio a Creta Vinicio Capossela ha terminato la registrazione del suo ultimo album e ora non ci resta che attendere. Attendere di chiudere gli occhi, accendere le orecchie e nutrirci delle sue note e della sua poesia.

Viviane Cammarota

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