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16 marzo 2011

Bologna: blitz studentesco durante la riunione del Cda

“Fuori la Gelmini dall’università. Non capitale umano, ma bisogni e desideri”: questo lo striscione dietro al quale si è presentato nella mattinata di martedì un gruppo di studenti davanti al Consiglio di Amministrazione dell’Università di Bologna, che doveva discutere l’opera della Commissione Statuto. Studenti appartenenti soprattutto ai collettivi Bartleby e Cua (Collettivo Universitario Autonomo) si sono infatti dati appuntamento in piazza Scaravilli e da lì si son diretti nella sala dell’Ottavo Centenario, bloccandone l’accesso principale.

Dotati di megafoni, mascherine bianche e striscioni, i ragazzi hanno espresso chiaramente i loro obiettivi: “Porteremo panini e bibite, ma da qui non ce ne andiamo, resisteremo un minuto in piu’ di voi”, “vogliamo bloccare il Cda per bloccare la commissione Statuto che dettera’ le linee di applicazione della riforma Gelmini in questo Ateneo”. Il Cda infatti doveva analizzare il tema del “Capitale umano e occupazione nell’area europea e mediterranea”.

Mentre i manifestanti bloccavano l’ingresso principale dell’aula, non è mancato il sostegno del personale tecnico amministrativo: “Le richieste degli studenti sono le nostre” dichiara Antonella Zago (Cub). Dopo circa una mezz’ora gli studenti sono entrati nell’aula, dove nel frattempo il rettore, Ivano Dionigi –fortemente criticato dagli universitari- ha spiegato che non si sarebbe discusso dello Statuto: “Non tratteremo più questa parte oggi” precisa. Inoltre risponde all’accusa degli studenti che sostenevano che la loro richiesta di audizione come “laboratorio di autoformazione di Lettere” fosse stata l’unica ad essere respinta: si è trattato solo di un “disguido”, rassicura Dionigi.

Ciononostante, il rettore ha comunque riconvocato il Cda per discutere della seconda parte dell’incontro, riguardante tre normative in particolare: assegnisti da rinnovare, ricercatori e incentivi per i giovani ricercatori. Gli studenti si sono comunque trattenuti nell’aula per assicurarsi che non venisse discusso lo Statuto.

Non si è fatta aspettare a lungo una risposta dalla politica a un avvenimento del genere: lo stesso Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha risposto ai manifestanti. “Prestare ascolto alle pressanti richieste provenienti dal mondo giovanile e fornire risposte concrete a generazioni di studenti che troppo spesso vedono ostacolato il percorso di crescita personale e professionale e vanificate la fiducia e la speranza che hanno motivato il loro impegno nello studio e nella ricerca” scrive Napolitano.

In questo quadro” aggiunge “è essenziale promuovere l’innalzamento degli standard formativi e valorizzare le migliori energie intellettuali e creative: soltanto investendo su tali priorità sarà possibile superare le attuali difficoltà di ordine economico e sociale ed affrontare efficacemente le grandi sfide del nostro tempo.

Eleonora Lena

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