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14 marzo 2011

La crise du logement: quando abitare in Francia diventa impossibile

Gli affitti di Parigi hanno raggiunto quest’anno cifre record. Un’inchiesta sulle iniziative dei cittadini francesi per far fronte a questa nuova crisi abitativa.Trovare una casa: è questo il primo ostacolo al quale uno studente appena arrivato in una nuova città deve far fronte. A Parigi questa ricerca diventa un’estenuante lotta per la sopravvivenza: vince chi riesce a trovare uno studio, la tipologia di monolocale più diffusa o una stanza in un foyer, le residenze per studenti. Una volta individuata la casa, depositato il dossier, trovato un garante francese il cui reddito sia tre volte superiore all’affitto da pagare, resta la montagna di pratiche burocratiche per poter ottenere il sussidio dalla CAF -Caisse d’allocation familiale-, attribuito in base al numero di metri quadri occupati, al prezzo di affitto, e alla situazione socio- professionale del richiedente.

Questa maratona non presenta semplificazioni per i cittadini francesi. Gli affitti a Parigi sono aumentati del 58% dal gennaio 1999 al dicembre 2009, secondo l’Olap – Observatoire des loyers de l’agglomération parisienne-. Per chi vuole comprare una casa, il momento non è dei migliori: i prezzi nell’Ile-de-France sono aumentati in media del 10% in un anno, arrivando nella Parigi “intra-muros “al record di 7330 euro al metro quadro, come indica uno studio della Chambre des notaires de l’Ile-de-France.

In Francia si è creata una forte rete di supporto per tutti quelli che da soli non riescono a far fronte questa crisi abitativa. Un esempio è l’azione del DAL -Droit Au Logement- organizzazione nata nel 1990 per sostenere le famiglie “mal-logées”, chi si trova in situazioni economiche difficili o chi è minacciato di espulsione. La DAL si batte affinché tutte quelle leggi previste in caso di crisi abitativa, e che malgrado l’aggravarsi della situazione continuano a non essere applicate, entrino in vigore. Due esempi: la Legge sulla requisizione dei locali liberi, che ne permette quindi l’occupazione, e la legge DALO (Droit au logement opposable) in vigore dal marzo 2007 che regola l’attribuzione degli alloggi sociali-HLM, Habitation à loyer modéré -a chi non ha domicilio, a chi abita in locali insalubri o pericolosi, a chi è portatore di handicap.

Questo Movimento di solidarietà si è ampliato grazie all’ azione di Henry Antoine Grouès , conosciuto come l’Abbé Pierre, padre cappuccino, che ha partecipato alla resistenza in Francia, è stato deputato dal 1945 al 1951 della Meurthe et Moselle, dipartimento della Lorena e un fervente difensore dei diritti umani fino alla sua morte, nel 2007.

Nell’inverno del 1954 un’ondata di freddo colpisce un numero altissimo di senza tetto. In quell’anno l’Abbé Pierre lancia un appello chiedendo al Parlamento francese un miliardo di franchi per far fronte alla grave situazione. Tre settimane più tardi due miliardi di franchi sono investiti nella realizzazione di 12000 abitazioni d’urgenza in tutta la Francia. E’ anche l’anno di nascita del Movimento Emmaus che riunisce associazioni laiche in 36 paesi del mondo con l’obiettivo di inserirsi nelle realtà sociali, economiche, politiche e culturali del territorio in cui opera, per combattere la povertà.
Nel 1988 nasce la Fondation Abbé-Pierre « pour le logement des défavorisés » che oltre ad operare in Francia, è intervenuta in progetti di ricostruzione ad Haiti, nel nord est del Marocco, e a Galagarza, a sud di Lima.

Nella sedicesima edizione del suo rapporto sul « mal-logement », la Fondation Abbé Pierre stima in 8,2 milioni il numero di francesi che vivono in una situazione di precarietà, rispetto ai 6,6 milioni dello scorso anno. Tra questi 1,2 milioni attendono l’assegnazione di un alloggio sociale. In questo contesto di crisi i più vulnerabili-sono 685.116 a non possedere un domicilio personale- hanno trovato come unica soluzione quella di ricorrere alle cosiddette « zone grigie » abitative, come alloggi presso amici o parenti, squat,o ripari “di fortuna”.

Contro i «logement cher», la carenza di alloggi sociali e le espulsioni in aumento del 50% dal 2002 e che il 15 marzo riprenderanno dopo la « tregua » invernale, sabato scorso la Résel- Réseau Stop aux Expulsions de Logement- ha organizzato a Parigi una manifestazione. Un appello, unito a quello di numerosi partiti di sinistra tra i quali il PS Parti Socialiste, PCF Parti communiste français e l’ Europe Ecologie-Les Verts, affinchè la legge Hortefeux, che permette al Prefetto di espellere in 48 ore gli occupanti di un alloggio « fuori norma » senza il parere del giudice, non venga applicata.

« Quello che rivendichiamo » ha detto Jean-Baptiste Eyraud, Presidente della DAL, « è un congelamento degli affitti, così come la fissazione di un massimo di 15 euro al metro quadro per gli affitti di Parigi, contro la media attuale di 23 euro ». Le misure prese dal governo ad oggi sono insufficienti: ne è un esempio l’iniziativa annunciata lo scorso giovedì dal secrétaire d’Etat au logement Benoist Apparu. Per frenare gli affitti esorbitanti dei microalloggi, le superfici da 9 a 13 m2, i proprietari che affitteranno ad una cifra superiore a quaranta euro il metro quadro saranno sovra tassati . Misura che potrebbe essere inserita nella legge finanziaria del 2012, per entrare in vigore il prossimo gennaio. « Sono misure che non possono far fronte alla crisi attuale » dichiarano le associazione e i partiti di sinistra. I microalloggi infatti rappresentano una minima parte degli alloggi in Francia.

E gli affitti di 1 000 euro per 15 m² o 18 m² che non saranno in nessun modo toccati da questa misura? I francesi aspettano nuove e più soddisfacenti proposte da parte del governo.

Benedetta Michelangeli

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