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21 aprile 2011

Corea del Sud: ondata di suicidi nel miglior istituto scientifico del paese

I problemi per il rettore Suh sono iniziati nel Gennaio di questo anno , quando una matricola di appena 19 anni ha ingerito un grande quantitativo di pillole per togliersi la vita.L’ondata di suicidi che si è abbattuta sul Korea Advanced Institute of Science and Technology, il miglior istituto scientifico del paese, ha costretto il rettore ha rivedere il proprio operato. Nam pyo Suh è stato attaccato con critiche feroci per le sue riforme sulla reta universitaria.

Suh ha infatti istituito una politica di accesso all’università rigorosissima. Gli studenti con una media superiore a 3.0 secondo il sistema di misurazione coreano (quasi il massimo) hanno accesso grauito agli atenei del paese, mentre coloro che mostrano una media inferiore al 2.0 devono pagare l’intera retta, pari circa a 5.540 dollari.

Gli studenti in questa maniera si ritrovano con un grande carico di stress sopra le loro spalle mettendoli in una serrata competizione l’uno con l’altro. I ragazzi a basso rendimento risultano così eccessivamente penalizzati.

Oltre alle morti degli studenti, suh ed il KAIST sono sotto esame del Ministero dell’Istruzione, della Scienza e Tecnologia, che ha già contestato alcuni illeciti amministrativi del rettore.

I problemi per il rettore Suh sono iniziati nel Gennaio di questo anno , quando una matricola di appena 19 anni ha ingerito un grande quantitativo di pillole per togliersi la vita.

A questo drammatico evento è seguito il suicidio di uno studente del secondo anno nonchè quello di un laureando a Marzo. L’ultimo suicidio risale al 7 Aprile ed ha riguardano uno studente appena al secondo anno.

La crisi raggiunse il culmine questa settimana, quando un docente di biochimica, che era sotto inchiesta da parte del Ministero dell’istruzione per uso improprio dei fondi di ricerca, si è impiccato in casa.

Dal KAIST affermano che la morte del docente costituisce un caso a parte e che è da considerarsi legata a problemi personali con la giustizia.

Ma le morti hanno rafforzato le critiche degli studenti ed indebolito la posizione del rettore 74enne. Questa settimana, in molti all’interno dell’ateneo hanno gridato al suo lincenziamento.

Il senato accademico del KAIST ha escluso ogni possibilità di dimissioni da parte del rettore affermando che il problema sia unicamente come prevenire materialmente i suicdi

I sistemi universitari asiatici, compreso quello giapponese, sono risaputamente competitivi e questo non è certamente la prima ondata di suicidi che colpisce uno degli atenei del Pacifico. È dunque probabile che la situazione rimarrà invariata, a quanto pare anche la meritocrazia esasperata miete vittime.

Claudio Capanni

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