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9 Maggio 2011

Forti Riduzioni d’Ozono, Weber: Niente Paura

La storia si esprime attraverso reiterazioni cicliche, manifestazioni epocali dal sapore meccanicistico.

Il motore immobile dell’Universo, con le sue emblematiche leggi, si innerva profondamente sui destini dell’ecumene terrestre, rendendoci edotti della necessità del percorso evolutivo.

Secondo un’indagine condotta dai ricercatori dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), con l’ausilio tecnologico del satellite Envisat, nel mese di marzo si è registrata una cospicua riduzione degli strati ozono afferenti l’atmosfera del Polo Nord.

Perdita record di circa il 40%; un fenomeno che non si ripeteva dal lontano 1997 che per gli scienziati dell’Esa è dovuto al forte abbassamento della temperatura artica generato da imponenti folate di vento. I vortici polari in simbiosi con i raggi solari hanno fatto sì che, dall’atmosfera, fuoriuscissero dei piccoli corpuscoli, principali artefici dell’esacerbazione dell’ ozono, definiti “clorofluorocarburi” (cfc).

Tutto ciò è accaduto a dispetto degli impegni pattuiti a Montreal nel 1987, in base ai quali i governi di tutto il Mondo decisero di porre fine alle emissioni di cfc.

” E’ sintomatico carpire l’esistenza di eventuali correlazioni tra i vortici e il cambiamento climatico globale- dichiara Mark Weber dell’Università di Brema– Le misurazioni effettuate dagli strumenti Mipas, Sciamachy e Gomos a bordo di Envisat stanno fornendo delucidazioni tali da concedere agli scienziati la possibilità di effettuare una dicotomia tra i mutamenti chimici e dinamici e di qualificare il grado di incidenza dei cambiamenti climatici sulla stratosfera “.

La storia si esprime attraverso reiterazioni cicliche, manifestazioni epocali dal sapore meccanicistico. Il motore immobile dell’Universo, con le sue emblematiche leggi, si innerva profondamente sui destini dell’ecumene terrestre, rendendoci edotti della necessità del percorso evolutivo.

Aldilà delle auree diaspore tra creazionismo ed evoluzionismo, aldilà di tutti quei dogmi destinati a rimanere tali, svetta, indomita, una certezza, un assioma dal sapore catartico: Tutti gli esseri viventi plasmano, con le loro azioni (volontarie o involontarie), la realtà circostante, modificando il Pianeta.

L’atmosfera terrestre ha subito profonde alterazioni che hanno contribuito a lacerarne la struttura. Molte le cause; basti pensare che la sola azione svolta da piccoli organismi unicellulari genera un processo altamente dannoso per l’intera complessità biotica. Non serve, dunque, biasimare, unicamente, l’uomo e il progresso.

Apparirebbe, altresì, deleterio conferire alla tecnologia i meriti della lancinante trasfigurazione ambientale. Probabilmente, le cause di questo Supplizio di Tantalo, albergano nell’oblio della coscienza umana, in una mentalità distorta che deve essere cambiata. Il mondo non appartiene esclusivamente alla specie umana, semmai questa è un tassello sintomatico per l’ipostasi dell’evoluzione materiale e spirituale terrestre.

Per porre fine ai malesseri dell’ecosistema urgono soluzioni dinamiche idonee a mantenere l’attuale grado di benessere attraverso l’impiego di una “tecnologia ecocompatibile” .

Le conferenze di Rio e di Stoccolma ebbero il merito di chiarire i postulati della lotta all’inquinamento globale, traducendoli nell’internazionalizzazione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche.

La “tecnosfera” (il complesso sistematico delle innovazioni tecniche umane), è chiamata a ricoprire il ruolo di argine al dilagare dei flutti inquinanti e delle correnti di pensiero lontane dal rispetto delle generazioni attuali e future.

La situazione va monitorata e, in fin dei conti, non bisogna preoccuparsi troppo: “ Diversi studi rilevano che, in futuro, il moto delle correnti nella stratosfera della regione Artica- conclude Weber– tenderà ad aumentare e l’ ozono potrà essere trasportato dai Tropici a regioni più fredde così da scalfire le recalcitranti perdite subite”.

Antonio Migliorino

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