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27 Maggio 2011

Garfield Supergatto: chi è quale ruolo ha nei suoi film animati

Garfield Supergatto
Garfield Supergatto

Garfield Supergatto

C’era una volta Garfield Supergatto, un simpatico micione da giardino, leggermente obeso, divoratore di hot-dog, con poca voglia di fare ma furbo e opportunista, la sua unica passione è sbracarsi a guardare la televisione.

Chi vi ricorda Garfield Supergatto? Non vi viene in mente niente?

Con l’uso dell’immaginazione, neanche tanta se vogliamo, vedrete che l’idea di Garfield rispecchia la volontà di creare un’immagine simpatica per parodiare l’americano da divano (diciamo un po’ lo stereotipo dell’americano medio).

In questo il gattone ideato negli anni Settanta da Jim Davis è stato un precursore di una buona percentuale di telefilm come “Otto sotto un tetto”, “La vita secondo Jim”, “The war at home” ma anche, se vogliamo, di Homer Simpson, di Peter Griffin e di Cleveland Brown.

In pratica l’intuizione era tanto vasta e geniale che ha prodotto una serie infinita di post-Garfield intesi a scimmiottare la cultura e la società americana dell’”avere tanto con poco” mentre la propria pancia cresce fino a creare un proprio campo gravitazionale e il cervello assume la stessa consistenza del tanto amato hot-dog. Come lo stesso Davis affermava, Garfield “è semplicemente un essere umano dentro un abito da gatto”.

Garfield Supergatto: chi è il supervisione e quale ruolo ha nei suoi film animati

Adesso arriviamo allo specifico del film che ci racconta una storia che unisce il mondo dei Fumetti e il mondo dei Cartoni in modo dichiarato. La recensione che propongo è “a cipolla”, ovvero a strati (si spera senza far piangere).

Un giorno come un altro Garzooka, micio super palestrato eroe dei fumetti, fa visita a Garfield, suo alter ego dei cartoni, portando una notizia catastrofica: la malvagia super-eroina Vetvix,una super cattiva del Mondo dei Fumetti è determinata a conquistare l’universo riducendo alla schiavitù chiunque grazie al potere di un miscelatore a livello molecolare (il “Moscram”) che combina le persone o le cose creando degli zombie ubbidienti. Per salvare l’universo Garfield dovrà impegnarsi e faticare. Riuscirà il gattone a lasciare che “il coraggio gli cancelli la pigrizia”?

Gli strato del supervisione e del Film di intrattenimento per bambini

Strato 1: Film di intrattenimento per bambini. Una storia simpatica a rapido scorrimento. I disegni da fumetto e il 3D creano l’atmosfera giusta per un intrattenimento destinato ai più piccoli, inteneriti dal simpatico micione e affascinati dalle esplosioni, dagli scoppi, dai supereroi e dalle trasformazioni. A questo livello il film regge.

Strato 2: Film per bambini con messaggio. “Anche un solo gatto può fare la differenza” è un messaggio che può arrivare ai bambini con facilità facendo capire l’importanza del proprio agire a prescindere dai super poteri. La vera forza sta nel desiderio di cambiare e nella volontà di portare il cambiamento nel mondo. Ogni gatto può fare la differenza equivale a ogni bambino può essere un eroe. Anche a questo livello il film regge.

Strato 3: Film per adulti. Per essere un film per adulti Garfield avrebbe dovuto conservare il suo elemento di parodia della società americana, il suo essere originariamente caricatura della mediocritas postborghese occidentale assurgendo a valore di satira mascherata. Nel film di questo strato non c’è traccia. Garfield appare pigro “per caso” e non “per scelta”. Semplicemente non aveva capito quanto potesse essere preferibile lottare per qualcosa e vivere la vita a pieno. Il vero Garfield, invece, sceglieva consapevolmente l’ignavia, decideva volontariamente di non lottare e la sua vita per lui era “veramente vissuta” sul divano.

Il personaggio del film dimostra che tutti possono cambiare. Il personaggio originale spiega che non tutti vogliono cambiare. Un messaggio da adulti e per adulti, una strada che non viene percorsa dalla pellicola di Dippè restringendo volontariamente il pubblico a cui può essere destinato il film.

In conclusione, una storia piacevole, scorrevole, ma un film poco pretenzioso e coraggioso, adatto per un pubblico di bambini ma non per gli adulti che ricerchino un messaggio elaborato sotto i vari strati dell’animazione. Il problema di fondo è se si parli davvero di Garfield o di in qualsiasi micione un po’ impigrito. L’identità è stata sacrificata alla semplicità e alla “vendibilità” rendendo più Garfieldiana l’idea stessa del film che il personaggio. Dal “gatto da divano” al “film da divano“.

Tommaso Ceruso

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