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22 Maggio 2011

Lavoro: Coldiretti, in agricoltura 250mila posti in 10 anni

Il settore agricolo è in grado di offrire opportunità occupazionali a circa 250 mila lavoratori nei prossimi dieci anni. Ad affermarlo è il Delegato nazionale dei giovani della Coldiretti, Vittorio Sangiorgio, nel corso della recente Assemblea degli imprenditori agricoli under 30.

Secondo l’analisi della maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana, i dati aiutano a capire che già da ora, in controtendenza rispetto a molti altri settori, è tornata ad aumentare l’occupazione nelle campagne dove si registra, con un aumento del 2 per cento, il più elevato tasso di crescita del 2010, durante il quale l’industria ha subito un crollo del 3 per cento e, in generale, si è verificato un calo dell’uno per cento. Nello specifico gli occupati agricoli in Italia nel 2010 – precisa la Coldiretti – sono 891mila dei quali 462mila indipendenti (+0,6 per cento) e 429mila dipendenti (+3,3 per cento).

Nei prossimi anni ad aumentare sarà la domanda di livelli più elevati di professionalità con particolare riguardo a figure specializzate in grado di seguire lo sviluppo di specifiche coltivazioni, la conduzione di macchinari o la gestione di attività che oggi si sono integrate con quella agricola all’interno dell’ azienda: dalla vendita diretta dei prodotti tipici alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in vino, delle olive in olio ma anche pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici. Le difficoltà di reperimento di manodopera – sostiene la Coldiretti – si registrano infatti per figure professionali tradizionali che vanno dal trattorista al taglialegna fino al potatore, ma anche per quelle innovative all’interno dell’impresa agricola come l’addetto alla vendita diretta di prodotti tipici, alla macellazione, alla vinificazione o alla produzione di yogurt e formaggi.

Negli ultimi anni l’agricoltura ha subito profonde trasformazioni, a partire dalla legge di orientamento del maggio 2001 che ha allargato i confini dell’attività agricola e ha di fatto rivoluzionato l’attività d’impresa nelle campagne italiane aprendo nuove opportunità occupazionali. “Gli imprenditori agricoli oggi si possono occupare di attività che – ha affermato Sangiorgiovanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla loro vendita in azienda o nei mercati degli agricoltori, ma anche della fornitura di servizi alla pubblica amministrazione come i contratti realizzati da molti comuni per la pulizia delle strade dalla neve attraverso l’uso dei trattori o la cura del verde pubblico che spesso viene affidata agli agricoltori”.

“L’agricoltura offre oggi straordinarie opportunità per chi cerca occupazione nella pausa scolastica durante la quale si concentrano le grandi campagne di raccolta di frutta, verdura e della vendemmia, ma anche per chi vuole intraprendere mettendo alla prova la propria creatività”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare le opportunità che si sono aperte con il sistema di pagamento dei voucher che l’agricoltura ha utilizzato più di tutti gli altri settori.

E’ significativo che nel centocinquantenario dell’Unità nazionale l’agricoltura riesca a rilanciarsi in uno scenario di crisi pressoché totale. Quando l’unità nazionale venne raggiunta si pensò di seguire la scia dei grandi paesi industrializzati del tempo, impostando l’economia nazionale sul settore secondario. Eppure l’Italia, che fondava da sempre la sua economia sul primario, soprattutto il meridione, non riuscì ad operare senza conseguenze questa trasformazione: il grande divario tra Nord e Sud si è creato in questo periodo. Che il cerchio si sia chiuso e il rilancio dell’agricoltura possa favorire il rilancio del Mezzogiorno d’Italia?

Arturo Catenacci

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